Stamane, pensavo di non avere piú idee da proporvi, di aver esaurito l’estro creativo che da diverse settimane ispira i miei racconti e rime, che, a modo mio, esaltano eccellenze ed aspetti di questa nostra bella citta’ ed il suo popolo .
Come sempre, sono gli spunti che stimolano ed articolano le mie storie e, questa volta quando poco ci speravo, una casuale coincidenza mi ha dato il cosiddetto “LA”.
Infatti, un argomento che avrei voluto trattare é: il nostro caffe’ e la cultura del suo consumo, seduti ad un comodo tavolino al bar…e proprio mentre, nell’indecisione, ci pensavo… una curiosa notizia di un articolo di giornale, mi ha colpito e fatto anche incazzare …leggete un po’…

Ragazzi é una cosa da non credere!
Non sanno piú cosa inventarsi pur di attirare l’attenzione!
L’articolo specifica che a Bangkok c’è un BAR DELLA MORTE , nel quale è possibile consumare IL CAFFÈ steso in una BARA…(un momento… brrrrrrrr… mi è venuto un brivido.)…
Dico io …(e mi viene un moto di rabbia)… l’idea che un nostro simbolo, il caffè, che degustiamo nei momenti di sana aggregazione tra amici, di condivisione, che fà parte della nostra cultura…debba essere rovinato (ma parlando di bare, ci starebbe bene anche profanato) da immagini cosi’ sgradevoli e tetre come la morte, (la bara, il cimitero) e senza sforzare troppo la fantasia del ragazzo che ti serve il caffè, che sarà uno schiattamuorto, di chill’ammuorto.?! (scusate la licenza poetica ) mi fà perdere il controllo!

È come se vi proponessi di mangiare una bella pizza in una discarica, o degustare un profumato calice di vino in un deposito di letame.
Echeca…!
Ma proprio senza scuorn!
(ulteriore licenza poetica)

IL CAMPIONE in questione, (cioe’ l’imprenditore) che ha proposto questa iniziativa del “CA… ffe’ della morte, ha inteso fare il filosofo.
Ma questa filosofata d’oltremare (perche’ viene da Bangkok) doveva essere circoscritta ai confini Thailandesi e non arrivare MAI e poi MAI qui da noi.
Io credo che ci sarebbero gli estremi per richiedere i danni d’immagine e di offesa alla morale napoletana.
Si! Perché l’immagine del caffe’…da noi, ci riporta al buono, alla fantasia, alla simpatia anche di chi lo prepara…il Caffettiere* napoletano, proprio come il mio mitico LELLO* …che in un clima di genuina napoletanita’, tra una battuta sul Napoli ed un po’ di sfotto’ ogni mattina ci accontentava ( il plurale é obbligatorio ) con un caffè speciale, ricco di fantasia e gusto…, un caffè “sentimental-napoletano” capace e ce cagna’ a jurnata…e ora, se permettete, non vi faccio mancare il solito pensiero neomelodico…naturalmente,
non prima di aver ricordato a tutti…che il miglior caffe’, é quello che tu paghi e consumi insieme ad un buon amico… come ANTONIO* mio, che come me, non lo rifiuta mai.

“GOCCE ‘e SENTIMENTO”
Na tazzulella ‘e cafe’?

Quann o’ tiemp é triste e scur…
ca’ t’appucuntrisce[^], ‘e quas fà paur…
ce vo’nu’ cafe’ speciale…
ca’ dà energia e te tira su e morale.

Nun sol pa’qualita’ da miscela, l’aroma, o pa’ bontà. ..
quant po’ calor ca’ trasmett e o’ sentiment e familiarita’.

Si!…pecche’dint’ a ogni tazzina ‘e cafe’ scur…
ce sta’ nu’raggio ‘e sol ‘e Napule, ca’ t’accalora, e fà passa a paura.

E come per magia, na’ semplice tazzulella…
te cagn pur o’ tiemp
e ogni cosa, appare assaje cchiu’ bella.

Altro che caffe’…
“queste son gocce di colore, sulla tela di un pittore!”
S©iro

[^] appucuntrisce = che ti
mette di cattivo umore

Note biografiche:
(*) LELLO titolare della CAFFETTERIA nei pressi del mio Ufficio, amico e Cafettiere di fiducia, al quale va’ la mia gratitudine per tutta la pazienza e disponibilita’che ogni mattina ci riservava.
(*) ANTONIO BENEDUCE giovane Salernitano ma intenditore e degustatore del buon caffè napoletano.
(*)Oggi miei Caffettieri di fiducia e amici LUIGI e ANNARITA del Caffe’ STELLA POLARE e don FRANCO del CAFFE’ INTERNET, che puntualmente mi deliziano con il loro gustoso Caffe’, servito al banco con un sorriso.

Chi è Ciro Notaro:
E’un ex funzionario Agenzia delle Entrate di Naploi3….Napoletano.
Scrive pensieri in rima che definisce melodici, quando toccano temi passionali (o’core, l’ammore, l’amicizia) oppure neomelodici, quando son temi di fantasia ironici, parafrasando i testi dei cantanti neomelodici….e poi quelli che lui stesso definisce “Penzier pe’ pensa”che, altro non sono che spunti di riflessione sulle cose della vita.
Si firma con uno pseudonimo ” S©iro ” e scrive in rima per dare musicalita’ alle parole.
Il suo intento nel proporsi all’ attenzione de “il fatto Vesuviano”, e’ di dare risalto ad alcuni progetti di solidarieta’
…perche’ ritiene solidale il supporto del giornale nell’ evidenziare il suo intento e a rafforzare la sua idea di
” amicizia solidale “.

Ci tiene a precisare che cio’ che espone e’ in forma dialettale parlata e non sono poesie bensì, “Raccontinrima” perche’ si reputa un cantastorie di fatti…un modesto Trilussa Napoletano nel denunciare… piuttosto che un poeta.

I contatti per chi volesse sponsorizzarsi con pensieri melodici e sostenere il progetto di “amicizia solidale 2018 intitolato “Pensieri in mille colori per un Arcobaleno di solidarieta’” a favore dei Bambini in difficolta’e di chi a loro provvede sono:

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