“Marcolino”, il carabiniere nolano arrestato: anticipava i blitz ai clan della camorra

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Era in grado di avvicinare il capoclan di Caivano Pasquale Fucito detto “o marziano” con il quale aveva un rapporto molto stretto. Gli comunicava in anticipo le operazioni di polizia giudiziaria che i carabinieri del gruppo investigativo di Castello di Cisterna stavano per compiere così da salvarlo ogni volta. È stato arrestato ed è finito al carcere di Santa Maria Capua Vetere, Lazzaro Cioffi detto “Marcolino”, brigadiere dell’Arma accusato di associazione camorristica, favoreggiamenti, riciclaggio aggravato.



Secondo le indagini Cioffi informava esponenti del clan Ciccarelli di indagini riservate e su imminenti perquisizioni a carico di Fucito. In una occasione, sostiene l’accusa, tentò anche di impedire un blitz da parte dei suoi colleghi per evitare il sequestro di 18mila euro nascosti a casa di Fucito. Consigliò al capoclan di Caivano di non noleggiare più auto che potevano essere piene di microspie ma soprattutto non lo arrestò quando scoprì che aveva una pistola calibro 38 nel cassetto della camera da letto. C’è anche un’altra indagine e riguarda la vendita di un ristorante riconducibile al brigadiere del valore di 60 mila euro e rivenduta ad un prestano di Fucito per 120 mila. Non è la prima volta che un esponente delle forze dell’ordine viene corrotto e arrestato per l’accusa di concorso esterno, o per camorra e corruzione.

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