La morte sul lavoro di cui nessuno ha parlato: il dolore di Pomigliano e Casalnuovo per il povero Claudio


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Claudio Tammaro aveva 52 anni. Per vivere faceva lavori saltuari. Un operaio pagato a nero come tanti. È morto a Casalnuovo cadendo dal tetto di un capannone il 27 marzo, ma nessuno ne ha parlato. Non una manifestazione, nessun servizio televisivo. È stata la nipote, straziata, che lo ha raccontato su Facebook. Claudio è caduto mentre riparava una tettoia, deceduto sul colpo dopo avere battuto la testa a terra da 7 metri. Un lutto che smuove le coscienze a Casalnuovo, dove viveva e dove è morto, e Pomigliano, città dove era cresciuto ed era molto conosciuto il povero operaio.



Ecco lo sfogo della nipote Annalisa: «Io voglio solo portare all’attenzione di tutti l’indifferenza di tutta Casalnuovo su una tragedia che non può e soprattutto non deve passare inosservata. Martedì 27 si consumava una tragedia a Casalnuovo che ha coinvolto mio zio Claudio Tammaro. Lui era un operaio casalnuovese di 52 anni che è caduto dal tetto di un capannone mentre lavorava ed è morto. Ci hanno detto che è morto sul colpo, inutili soccorsi quindi. Ma noi familiari questo lo avremmo saputo dai carabinieri solo alle 17, mentre l’esistenza di mio zio si è spenta intorno alle 13,20. Sì, tutto questo è successo a Casalnuovo a pochi passi dall’Hotel Caribe. E quindi dal 27 marzo io e la mia famiglia cerchiamo non solo di superare questo lutto ma dobbiamo anche cercare delle risposte. Mio zio è morto da solo, nell’indifferenza di chi era lì ed è scappato, di chi ha visto ed ha taciuto. Sì perché c’erano altri operai mentre mio zio era su quel tetto del capannone. Quindi altri hanno visto, altri ancora oggi sanno, ma non parlano. In tutto questo i carabinieri sono intervenuti solo dopo e noi della famiglia abbiamo saputo dell’accaduto dopo 5 ore».

 

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