La droga dei Fabbrocino al rione San Sossio di Somma Vesuviana: il giallo della sparatoria con ferito

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I Fabbrocino sempre più con mentalità imprenditoriale e che evitano di scontrarsi per entrare in nuovi territori in cui potere fare affari: è quanto emerge dalle pagine della fitta ordinanza fatta di intercettazioni telefoniche e ambientali. Uno scenario che risale al 2013, quando gli uomini del boss “Mario ‘o Gravunaro” strinsero l’alleanza con il clan D’Avino.

Ci sono, infatti, fitte conversazioni tra gli uomini dei Fabbrocino finiti nel blitz di dieci giorni fa con Giovanni De Liso, un presunto e spacciatore trafficante di Somma Vesuviana e finto tra 11 arrestati che si faceva fornire la droga per la piazza del Parco San Sossio, le case popolari sommesi. «Non mi piace come ho mangiato in quel ristorante», viene detto in una delle intercettazioni dove si parla della divisione dei compensi derivanti dal malaffare.

E ancora emerge il timore della guerra per lo spaccio dovuto al contrasto con il clan Anastasio di Sant’Anastasia che come i D’Avino, vicini ai Fabbrocino, puntavano proprio sulla zona di San Sossio: «Qi è successa “ammuina” dice De Liso riferendosi appunto ad una sparatoria in cui 5 anni fa rimase ferito «il pregiudicato Mario Schetter che nel pomeriggio del 9 marzo 2013 rimase attinto da un colpo di arma da fuoco». L’uomo venne ricoverato in terapia intensiva e si salvò.

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