La camorra di Pollena Trocchia in Versilia: processo per 52 persone ECCO TUTTI I NOMI

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Inizierà dopo 10 anni tondi dalla fine delle indagini il processo a carico di 52 persone, alcune delle quali sono accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata ai delitti di usura, estorsione, scommesse clandestine, sfruttamento della prostituzione e commercio di merce contraffatta, al controllo di locali notturni e pizzerie. Si tratta di quello che nel 2009 fu chiamato il clan Terracciano, facente capo a Giacomo e Carlo Terracciano, due fratelli originari di Pollena Trocchia e ritenuti vicini alla camorra. Nove anni fa fece scalpore il sequestro della catena di pizzerie Donchisciotte, che secondo la Direzione distrettuale antimafia erano state acquistate coi soldi frutto di reati e ora sono passate di mano.



Giacomo Terracciano, foto da Il Tirreno

L’inchiesta sui Terracciano ha preso le mosse a Lucca con l’operazione Dirty Horse (scommesse sui cavalli) e poi è stata sviluppata dalla squadra mobile di Prato. Tra le contestazioni mosse ai Terracciano dal sostituto Pietro Suchan e ora dal collega Giulio Monferini c’è anche di aver tentato di prendere il controllo della concessionaria Mercedes Fineschi (ora chiusa) tramite un presta nome, e di aver preso il controllo, sempre grazie a prestanome, di alcuni locali notturni tra cui l’Ocafioca di Prato (da tempo chiuso) e lo Show Girls di Campi Bisenzio.

E proprio in seguito a un controllo allo Show Girls, che secondo gli inquirenti non fu particolarmente accurato (nel senso che non venne segnalata la presenza di 14 ballerine irregolari) che è finito nei guai anche l’ex vice questore Gianfranco Latino, ora in pensione, già in servizio a Prato e poi a Genova, anche lui rinviato a giudizio nel processo che inizierà l’11 gennaio 2019 nell’aula bunker di Santa Verdiana a Firenze (per l’alto numero di imputati). Assolto invece l’avvocato Salvatore La Bella che rischiava una pesantissima condanna perché sospettato di aver aiutato i Terracciano a eludere le indagini.

La richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Monferini risale al 17 settembre 2013: sono passati quattro anni e mezzo prima che il gip decidesse sui rinvii a giudizio. Ecco l’elenco degli imputati: Pasquale Ascione, Ion Balu, Massimo Barbini, Luca Barollo, Luigi Basile, Osvaldo Brugioni, Giovanni Calvo, Demetrio Caracciolo, Alessandro Cassioli, Giuseppe Catapano, Marco Cungi, Francesco Di Foggia, Massimo Di Muro, Antonio Diotisalvi, Michele Di Tommaso, Massimo Domanico, Carlo Esposito, Bruno Forgione, Jonah Ghiselli, Bruno Gori, Alina Hoju, Costantino Lachini, Gianfranco Latino, Giovanna Librizzi, Romano Leonardo Librizzi, Francesco Lo Ioco, Valia Krassimorova Merodiyska, Paolo Oggiano, Gerardina Pacella, Luca Pacini, Simona Panichi, Stefano Panichi, Carlo Pazzi, Massimo Perini, Agata Petrone, Nelu Marian Popa, Paolo Posillico, Tiziano Posillico, Marco Purpura, Eugenio Remollino, Carlo Ristori, Valeria Rossi, Luigi Sferrazza, Paolo Starace, Antonio Terracciano, Carlo Terracciano, Francesco Terracciano, Giacomo Terracciano, Mirko Traficante, Valerica Trandafir, Guido Treves, Dritan Vuji.

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