Il pentito Auriemma: «Ecco quando noi Cutoliani e i Fabbrocino litigammo per i soldi dei rifiuti»

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Storico appartenente alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, parla ai magistrati del “patto di non belligeranza” che stava per essere rotto con i Fabbrocino e con il rischio di rimandare a ferro e fuoco l’area vesuviana. L’oggetto del contendere era l’azienda che raccoglieva i rifiuti a San Giuseppe Vesuviano ed a Ottaviano, da cui entrambi i clan pretendevano e prendevano il “pizzo”. Era l’anno 2000 e Auriemma dopo avere scontato diversi anni di carcere stava rimettendo in piedi i cutoliani a Ottaviano.

Tra l’attuale pentito, poi affiancato da Maria Duraccio, nacque una sorta di accordo con i Fabbrocino avvenuta in un incontro con Franco Ambrosio che aveva conosciuto in carcere. Ma il “patto” rischiò di rompersi quando Auriemma seppe che il clan vesuviano prendeva 16 milioni di lire al mese dall’azienda dei rifiuti di San Giuseppe Vesuviano e 8 milioni ad Ottaviano. Un successivo blitz e gli arresti fermarono poi tutto.

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