I Fabbrocino alleati con D’Atri, il killer dei gestori della sala scommesse

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A parlare è il pentito Domenico Altieri, il primo che vuotò il sacco subito dopo il duplice omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori, i due ragazzi di Somma Vesuviana gestori di una sala scommesse uccisi come boss a Saviano. Ad ucciderli sarebbe stato il boss Eugenio D’Atri per un debito che non intendeva onorare. E proprio il gruppo di D’Atri sarebbe stato alleato per lo smercio di droga con i Fabbrocino.



Il collaboratore di giustizia, Domenico Altieri, nei parla con i giudici: «Per conto di D’Atri ho più volte consegnato la droga agli uomini del clan Fabbrocino. La vendevamo ad 8 euro al grammo o anche 12 a seconda dei momenti. Ero io a prendere i soldi e poi a portarli a D’Atri», c’è ancora scritto nei verbali. Era il periodo del 2014, poi il duplice omicidio che portò alle manette per D’Atri e anche Altieri insieme ad un complice.

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