Capasso non deve mollare: la sua “rivoluzione gentile” è l’ultima speranza per il Vesuviano


7179

Diciamoci la verità, anche i suoi principali antagonisti sono rimasti sotto choc, come si suole dire “ci sono rimasti male”. La ripresa del territorio vesuviano non può infatti che passare da figure come quelle del sindaco ancora in carica di Ottaviano, Luca Capasso. Lungi da noi e da tutti tentare di costringere l’avvocato a continuare il suo impegno politico controvoglia, ma è chiaro che delle cose vanno chiarite; che chi decide di “mollare”, sappia quali conseguenze può pagare il territorio vesuviano – e non solo Ottaviano – da una scelta di un singolo. Oggi, infatti, Luca Capasso può essere considerato il Cristiano Ronaldo dei sindaci vesuviani, un vero e proprio fuoriclasse della politica che non può proprio abbandonarci quando ci sono battaglie importantissime da combattere e possibilmente da vincere.



In cinque anni abbiamo apprezzato tutti, oppositori compresi, il suo modo di approcciarsi alla politica: maniere garbate da vecchia scuola ma efficaci, lontanissime da quelle che oggi sono le uniche armi per avere consensi, e cioè gridare ed essere populisti fino al midollo. Luca Capasso si è fatto apprezzare per i valori diametralmente contrari: perspicacia, toni bassi, disponibilità, assenza quasi totale di rabbia e risultati. Dunque, non è vero che solo chi urla ha ragione. E lo si intuisce dai tanti commenti che girano sui social, dai tantissimi ottavianesi (e non solo) che proprio non possono credere a quell’addio – almeno temporaneo – alla politica sul campo. Difficile pensare, insomma, che Capasso potesse essere non confermato alla guida di Ottaviano per il prossimo quinquennio; ed in tal senso è bello credere che non sarebbe stato un successo clientelare, ma fatto di pura fiducia.

Sappiamo per certo che alla base della scelta ci sono problemi personali da parte del primo cittadino. Ma a Capasso non possiamo che chiedere uno sforzo, che rivolgere un appello importante: sindaco, torni sui suoi passi. L’intera area vesuviana ha bisogno del “modello Capasso” per provare a trionfare in una sfida impossibile, quella della ripresa di un territorio di cui Ottaviano ha cominciato un percorso a piccoli passi negli ultimi cinque anni, una “rivoluzione gentile” lontana anni luce dai modi piuttosto strani adoperati ad esempio da figure come Luigi de Magistris.

Il palazzo Mediceo restituito alla gente, l’unione dei comuni del comprensorio nelle battaglie congiunte, la nuova esportabilità del “marchio Vesuvio” fuori dai confini del territorio. Avevamo una speranza, e proprio adesso, sindaco, lei la sta distruggendo dopo averla costruita con tanto impegno a nome di oltre 100mila cittadini. Ci ripensi, o potrebbe portarsi sulla coscienza l’intera sorte di un popolo molto più vasto della sua Ottaviano. Chi vuole vederla lontano dagli uffici comunali deve farlo attraverso le urne, non spenga quella fiammella di speranza che è stato bravo a riaccendere e tenere tuttora in vita. Su quella candela ora sta soffiando un vento gelido da cui deve tentare di ripararci.

Adesso, signor sindaco, sa come ci sentiamo? Non so se ha presente “Io speriamo che me la cavo”, la scena in cui la mamma del piccolo Raffaele Aiello va dal maestro Sperelli portandogli delle uova fresche di giornata in dono. Paolo Villaggio, protagonista del film, si era deciso ad andare via da quella scuola dopo aver dato un ceffone al bambino scostumato. Ma la donna va da lui e gli dice: “Quando ho saputo che andavate a prendere i bambini per le case, ho ringraziato la Madonna. E adesso scopro che ve ne volete andare. Voi siete la mia ultima speranza”. Ecco, immagini i cittadini come tanti piccoli alunni senza guida; immagini che gli allievi si sorreggano già a stento alla sua azione sul territorio; e immagini infine che il suo braccio li lasci andare.

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE