Camorra a Pollena e Sant’Anastasia, 52 a processo del clan Terracciano: ecco i nomi dei più noti

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Esponenti del clan, fiancheggiatori e prestanome: tutti a processo. Lo Stato sfida il clan Terracciano, l’organizzazione camorristica con base a Prato i cui personaggi di spicco secondo gli inquirenti sarebbero Giacomo Terracciano, 66 anni, e Carlo Terracciano, 69, entrambi di Pollena Trocchia, accusati di dirigere e organizzare l’associazione. Sono 52 le persone rinviate a giudizio dal gup di Firenze Angelo Antonio Pezzuti. Il clan camorristico, infatti, tra Firenze, Prato e Viareggio. La prima udienza del processo è stata fissata per l’11 gennaio 2019 nell’aula bunker di Firenze. Naturalmente, tutti gli imputati restano innocenti fino eventuale sentenza di condanna definitiva.

Giacomo Terracciano, foto da Il Tirreno

Per 16 imputati l’accusa principale è di associazione a delinquere di stampo mafioso, armata, finalizzata a compiere numerosi delitti di usura, estorsione, scommesse clandestine, sfruttamento della prostituzione, commercio di merce contraffatta, riciclaggio, controllo e gestione di locali notturni e imprese di ristorazione, immobiliari, abbigliamento e automobili. Le indagini, svolte dalla Guardia di finanza, hanno fatto emergere che i proventi delle attività illecite in Toscana sarebbero stati riciclati in imprese commerciali. Nell’esprimere la loro forza intimidatrice in Toscana, sostiene la Dda, i Terracciano hanno fatto valere le loro relazioni familiari e trascorsi nel gruppo Nuova Famiglia del clan Cutolo.

Tra gli altri personaggi importanti spiccano Francesco Lo Ioco, 66 anni di Nicosia, in provincia di Enna, considerato dagli inquirenti il “cassiere” del gruppo e specialista in usura; la guardia del corpo di Giacomo Terracciano, Pasquale Ascione, 48 anni, anch’egli di Pollena Trocchia. A processo anche una serie di figure di riferimento per i vertici del clan tra cui gli stessi figli di Giacomo Terracciano, Francesco e Antonio Terracciano, e ancora Bruno Gori, Luca Pacini, Jonah Ghiselli, Luca Barollo, Luca Basile, Michele Di Tommaso, Paolo Posillico, Mirko Traficante, Dritan Vuji e Giuseppe Catapano. Intimidazione e omertà sono tratti dell’organizzazione, come rileva il pm Giulio Monferini nella richiesta di rinvio a giudizio del settembre 2013. Per gli altri imputati sono contestati, a vario titolo, il concorso nei reati fine dell’associazione.

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