Camorra a Poggiomarino, il pentito: «Nel 2008 sparai al fabbro, dovevo ucciderlo»


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Altre confessioni giungono sulla camorra vesuviana legata ai Fabbrocino ed in particolare alla costola dei Giugliano di Poggiomarino. Il pentito Carmine Amoruso, nei verbali, racconta infatti di un omicidio che gli era stato commissionato per conto del clan e che per fortuna non portò alla morte della vittima che rimase ferita in seguito all’agguato nel centro di Poggiomarino avvenuto nel 2008. Amoruso è l’uomo che doveva essere ucciso al posto della vittima innocente, Nicola Nappo, morto soltanto per una somiglianza fisica con l’obiettivo dei sicari.



Amoruso racconta: «Ricevetti l’ordine di sparare dai due reggenti della cosca dei Giugliano di quel periodo (il boss Antonio era in carcere ndr). L’arma mi fu data da un loro uomo, ed un’altra persona ancora mi portò sul luogo del delitto». Era il 2008 ed a Poggiomarino non si sparava da tempo. Fu un agguato che terminò “soltanto” con un ferito e che riportò la paura sul territorio che fu dei Galasso, periodo in cui il sangue scorreva purtroppo a fiumi.

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