Avrebbe avuto, almeno negli anni scorsi, la disponibilità di un’automobile blindata. Si tratta del boss di Poggiomarino, Antonio Giugliano, legato ai Fabbrocino ed attualmente in carcere. A rivelare il particolare è il pentito Carmine Amoruso, l’uomo che doveva essere ucciso al posto dell’innocente Nicola Nappo con il quale aveva una somiglianza fisica in grado di trarre in inganno i killer che quella sera entrarono in azione in via Roma a Poggiomarino.

In un verbale del 2010, infatti, il collaboratore di giustizia rivela notizie sul ras detto “O’ Savariello”, parlando delle armi a disposizione del clan e della vettura blindata. «Anche io avevo accesso alle armi insieme ad altre persone – dice – anzi in un caso sono stato io a depositare un halashnikov». L’arsenale si troverebbe in una casa sulla strada per Terzigno, dove un tempo sarebbe vissuto lo stesso boss: «Qui c’è anche l’auto blindata – racconta Amoruso – una Bmw che sarebbe servita quando il boss avrebbe lasciato il carcere o per operazioni rischiose».