Aggredirono i tifosi di casa, 19 ultras del Nola identificati dopo il raid con un ferito


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Con cinghie e aste delle bandiere tentarono di aggredire il pubblico di casa lo scorso 7 gennaio allo stadio San Martino di Maiori dove, al termine della gara del campionato di Eccellenza, girone B, tra Costa d’Amalfi e Nola calcio, i supporter ospiti furono protagonisti di un parapiglia nel quale finì in ospedale un giovane di Maiori colpito alla testa. A distanza di tre mesi da quell’episodio, il pubblico ministero Cacciapuoti, ha firmato un avviso di conclusione delle indagini circoscrivendo le responsabilità a carico di 19 persone, tutte nolane, che, già raggiunte nell’immediatezza della vicenda da un provvedimento di Daspo, devono ora rispondere ora del reato di violenza negli stadi.



Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti i 19 supporter si resero tutti protagonisti delle violenze consumatesi nell’area antistante lo stadio quando, al termine della partita chiusa con una sconfitta per il Nola calcio, gli indagati, dopo aver forzato il cordone di sicurezza creato dalle forze dell’ordine e con i volti coperti da cappuccio e sciarpe, cominciarono a dare la caccia agli avversari colpendoli con le cinghie dei pantaloni e con le aste delle bandiere. Già in quell’occasione i carabinieri riuscirono ad identificare i facinorosi facendo finire in manette due persone, un 24enne e un 29enne, arrestate per resistenza aggravata al pubblico ufficiale. Nel parapiglia un giovane presente allo stadio San Martino di Maiori, fu ferito in maniera lieve alla testa e immediatamente trasferito e medicato presso il presidio sanitario di Castiglione di Ravello.

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