Roberta, la macchinista di Somma Vesuviana che comanda i treni dell’alta velocità


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Sono le “donne del treno” al servizio di migliaia di passeggeri tra l’Italia alla Francia. Una viene dall’esercito italiano, l’altra dal trasporto su gomma. Ma ora hanno entrambe cambiato vita accettando di trasferirsi a Milano ed assumere il posto di comando nel Treni ad Alta Velocità che ogni giorno sfrecciano tra il capoluogo lombardo e Parigi. Una rotta verso il grande Nord, con tanto di traversata delle Alpi, per queste due ragazze nate e cresciute tra il sole e il mare della Campania. Roberta, 27 anni, è di Somma Vesuviana. Stefania 29 anni, viene da Portici, dove nacque la prima ferrovia italiana. Il suo sogno è che in futuro ci possa essere un Tgv Parigi-Napoli per andare a trovare i genitori rimasti lì. «Finché c’è ferrovia c’è speranza», dice.



Il compito di entrambe è pilotare il treno fino a Modane, dall’altra parte delle Alpi, dove cedono il testimone ai colleghi francesi prima di riprendere il comando del Tgv di ritorno verso Milano: un viaggio di circa 600 chilometri con partenza alle 6 del mattino e ritorno alle 21,50. Come Trenitalia, anche la Sncf, la compagnia ferroviaria francese per cui sono state assunte, ha avviato un dispositivo per sviluppare la parità e rendere più accessibili alle donne mestieri considerati da anni a prevalenza maschile. Oggi, il 20% dei dipendenti della compagnia sono di sesso femminile (19,7%) al livello europeo) contro il 10% nel 1980. Quanto alle donne in cabina, erano il 5,7% nel 2016, contro il 5,3% nel 2015.

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