Meningite a Pompei, è il ceppo più contagioso: profilassi e disinfestazione

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Crea allarme a Pompei la notizia della donna di 63 anni che qualche giorno fa è giunta al pronto soccorso dell’ospedale di Nocera con una diagnosi di meningite. L’anziana, residente in via Nolana a Pompei, è tuttora ricoverata all’Umberto I di Nocera Inferiore, in cura per una infezione da meningococco, il ceppo contagioso della meningite. I cittadini stanno tempestando di telefonate il Comune, in preda al panico e chiedono che cosa stia facendo a tal proposito l’amministrazione comunale guidata da Pietro Amitrano. La 63enne si era presentata all’ospedale di Boscotrecase con febbre molto alta, dolori diffusi e in stato confusionale. Dall’ospedale del Vesuviano era stata poi trasferita al nosocomio di Nocera Inferiore, dove è arrivata la diagnosi di meningite.

La 63enne starebbe rispondendo bene alle prime terapie e le sue condizioni di salute non desterebbero particolare preoccupazione; ciononostante, la donna è tenuta sotto stretta osservazione nel reparto Malattie Infettive del nosocomio di Nocera. Tra il personale ospedaliero e i familiari che sono stati più a stretto contatto con la 63enne è stata già avviata la profilassi antibiotica per evitare che la meningite possa contagiare altre persone, dal momento che il ceppo che ha colpito la donna è quello più a rischio trasmissione della malattia. Per tranquillizzare la popolazione, ieri l’assessore alla Sanità, Annalisa Ramunno, di recente nomina da parte del sindaco, dopo le dimissioni di Antonio Coppola, è intervenuta con un breve comunicato rivolto proprio a coloro che temono il contagio. «Si comunica che, in seguito alla segnalazione del caso clinico di meningite a carico di una cittadina pompeiana, residente nei pressi di Via Nolana – scrive l’assessore nella nota – i vertici Asl e nello specifico i responsabili dell’ufficio Igiene e Profilassi, hanno adottato tutte le procedure per una corretta profilassi». «In particolare – chiarisce Annalisa Ramunno – è stata praticata disinfestazione dei luoghi, sede di pratica sportiva frequentati dalla paziente, e sono stati contattati i soggetti e quanti sono venuti a contatto con lei per dare loro indicazione di profilassi antibiotica».

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