inSIAMO: l’unione fa la forza

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A Firenze la tradizionale due giorni del consorzio inSIAMO. La caratteristica di questa convention ha riguardato i relatori: i principali sono stati i quattro soci ricambisti che fanno riferimento alle 4 aree geografiche del Paese, ovvero Pierluigi Gritti, Giulio Fabretti, Gennaro De Luca e Matteo Morelli. Un’assemblea gestita principalmente da loro a dimostrazione dell’importanza della categoria nel consorzio stesso e soprattutto in seno alla Rhiag Group Italia. Un consorzio, quello di inSIAMO, solido nel tempo. Un po’ come il Ponte Vecchio di Firenze, usato come metafora da Morelli per evidenziare lo spirito d’insieme che caratterizza inSIAMO.



Fabretti, dal canto suo, ha raccontato la sua esperienza sottolineando come sia indispensabile che ognuno non si “innamori” della propria azienda perché, sottolinea, così facendo è più facile accorgersi di cosa c’è da migliorare nella propria impresa. Un “metodo” che è quasi una tradizione nelle consuete riunioni interregionali che avvengono tra i soci consiglieri e i rappresentanti della Rhiag. Evoluzione del mercato, integrazione, strategie di lavoro comuni, opportunità sia del B2B che del B2C: la linea di distribuzione tra fornitore e ricambista e tra fornitore e utente finale, il “cuore” del progetto RICAMBIA. Il cambiamento è un’opportunità che deve essere colta al volo, altrimenti il mercato che si evolve ti lascia ai margini. L’integrazione tra i ricambisti soci passa anche attraverso il gestionale, interagendo tra consorziati grazie ai programmi di Blusys e di Proger. Lo spirito del consorzio passa anche attraverso lo scambio di idee e consigli che, come una giostra, girano e attraversano tutta la filiera di consorziati che, in questo modo, interagiscono, fanno proprie e modificano i suggerimenti scambiati: insomma, un gioco di squadra. Una di queste opportunità è lo sviluppo e l’uso della App di inSIAMO. Giuseppe Biscardi ha raccontato la sua esperienza e di come abbia tratto benefici dall’uso grazie ad un continuo diffondere e ad una strategia ben definita. Un’App che se usata costantemente e con caparbietà porterà risultati a tutta la rete di consorziati. Rhiag, attraverso Insiamo, continua a fare la sua parte. Grazie ad accordi quadri con aziende di prodotti specifici, promozioni e scontistica per clienti. E poi ci sono i check up aziendali. Eccellenza in fatto di aggiornamento tecnico e professionale su problematiche di settore per migliorare l’efficienza dei clienti del ricambista e delle reti officine. Una opportunità per tutti proprio per far sì che la clientela del ricambista sia altamente professionale e competitiva, sempre rivolta al futuro e agli aspetti tecnologici. In tal senso le testimonianze di Domenico Ciccarelli, figlio del compianto Michele, e di Pino De Stefano. E proprio per lo sguardo rivolto al futuro necessita di formazione anche il banconista, figura mitica in azienda, colui che conosce difetti, pregi e virtù dei suoi clienti migliori. È lui la chiave di svolta di RICAMBIA: il punto di connessione tra utente finale e officina meccanica, lui il “perno della filiera” per far comprendere al meccanico che il cliente che arriva in officina già con i ricambi è sempre un cliente a tutti gli effetti e da accogliere con il sorriso. Come sempre. E se Salvatore Miligi, direttore generale di Rhiag Group Italia, ha evidenziato come sia molto più opportuno organizzare incontri collettivi piuttosto che altro, proprio per creare quel feeling indispensabile per fare squadra sempre più; all’amministratore delegato Paolo Vuillermin sono state affidate le conclusioni, non prima che Claudio Di Giacomo, presidente di inSIAMO, abbia tracciato il bilancio di un altro anno affrontato con grande passione, competenza e fiducia. Vuillermin, prima di affrontare l’argomento, ha fatto ascoltare alla platea un’intervista rilasciata da John Quinn, Ceo di LKQ, sulle strategie per l’Italia. Partendo dall’esempio della Sator in Olanda, anch’essa come Rhiag della grande famiglia della multinazionale americana. Con Sator LKQ ha raggiunto grandi traguardi in pochi anni, riuscendo a stabilizzare il mercato equamente diviso tra B2B e B2C. Rhiag intende raggiungere questi obiettivi con RICAMBIA da un lato, altrimenti rischia di lasciare il mercato nelle mani del colosso Amazon, e nell’altra da una sorta di affiliazione del ricambista alla distribuzione principale. Prospettive all’avanguardia, forse, Sator insegna. Di sicuro, però, sarà non facile per i ricambisti “affidarsi” esclusivamente a Rhiag e precludere i percorsi con altri competitors. Ma questa è un’altra storia.

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