È del Nolano il deputato più giovane del MoVimento 5 Stelle: «Conta quello che faremo»

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«Ho compiuto 25 anni a gennaio, giusto in tempo per poter essere eletto, ma è da quando ero al liceo che mi batto per cambiare le cose con il Movimento Cinque Stelle». Luigi Iovino è tra i volti più giovani che il Movimento Cinque Stelle porta in Parlamento. Studente di giurisprudenza («ora devo fare in fretta a laurearmi»), Iovino è di San Paolo Belsito, cittadina di 3.500 abitanti nel Vesuviano. Dopo aver vinto le parlamentarie ha imbarcato la sua comitiva di amici-attivisti nella campagna elettorale: «È stata un’esperienza bellissima – racconta – in 15 prendevamo il treno con i panini nello zaino e parlavamo con le persone in strada. I più adulti venivano coinvolti dal nostro entusiasmo, molti ragazzi erano orientati all’astensione, abbiamo cercato di far capire loro che potevano incidere sul futuro». Iovino va fiero di aver portato tanti giovani alle urne. «È stata la credibilità del Movimento – dice – a farli avvicinare. Per anni abbiamo sentito i politici locali fare promesse ai giovani ma poi dimenticarsene e intanto i nostri amici vanno in Francia, Danimarca, Germania, Spagna a lavorare».

E a proposto di età, tra i più giovani del Pd eletto in Campania c’è Piero De Luca: «Trovo assurdo – dice – che la politica venga trasmessa per diritto dinastico. So che ha anche delle vicende giudiziarie in corso. Io per presentarmi ho dovuto portare casellario giudiziario e carichi pendenti e ho speso pure un sacco di soldi per i documenti. E poi abbiamo visto Roberto De Luca nei video di Fanpage. Attaccano i giornalisti invece di guardare in casa loro». Il M5S ha preso nel collegio di Iovino il 51%, eleggendo anche lui, terzo nel listino proporzionale. «Mi hanno mandato messaggi anche i miei professori con cui litigavo ai tempi del primo meet-up – spiega – per dirmi “avevi ragione tu”. Ora dobbiamo lavorare sui temi proposti a partire dalla no tax area per l’università. E poi qui c’è tanta gente che vive sotto la soglia di povertà. Nessuno deve essere lasciato indietro».

Parole che vengono da una sinistra che però alle urne ha perso voti proprio a favore dei Cinque Stelle: «Destra e sinistra sono concetti del ‘900 – dice Iovino – era una rappresentazione per prendere in giro gli elettori che pensavano di essere tutelati da una bandiera rossa. Ma il Pd non è di sinistra, ha solo usato un’etichetta rassicurante». A 25 anni, Iovino ha già una carriera politica alle spalle: «Ricordo – racconta – quando cercammo di aprire il Consiglio Comunale ai cittadini. Era il 2014, chi assisteva alle sedute veniva guardato con sospetto. Allora trasmettemmo la seduta in streaming: il sindaco chiamò i carabinieri per cacciarci ma alla fine i militari ce lo consentirono perché la seduta è pubblica». Prossima tappa Montecitorio: «Mia madre – conclude – non c’è più ma mi ha sempre sostenuto. Mio padre è orgoglioso di me. Domani vado alla riunione degli eletti a Roma. Mi hanno detto che dovrei farmi un vestito nuovo, ma ne ho uno che uso per i convegni, tanto non conta il vestito ma quello che farò per i territori».

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