Clan Fabbrocino, il sindaco Catapano minacciato in un bar: «Statti accorto»

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Il clima di terrore del clan Fabbrocino non risparmia nessuno. Dall’ordinanza di 400 pagine con cui vengono motivati gli 11 arresti di ieri c’è un capitolo dedicato ad una minaccia al sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, un’intimidazione vera e propria che il primo cittadino confermò davanti agli investigatori della Dda dopo che le parole di uno del “cartello criminale” vennero raccolte attraverso le intercettazioni ambientali.

Era il 4 novembre del 2014, quando la fascia tricolore venne avvicinato da un uomo della cosca vesuviana mentre stava bevendo un caffè con alcune persone all’interno di un bar in piazza Garibaldi: «Statti accorto, lo tieni un posto dove andare e ti conviene andarci», venne detto al sindaco, che rimase gelato e andò via visibilmente scosso. «Rimasi sotto choc, non mi aspettava quella minaccia in quella determinata sede», confessò Catapano.

Secondo gli 007 dell’Antimafia le minacce al primo cittadino sono riconducili ad alcuni atti assunto da Catapano contro persone vicine al clan. In particolare si tratta del trasferimento di un operatore del Consorzio Gema che venne beccato a gettare rifiuti tessili all’interno di un’area verde; e di un’ordinanza di sgombero di un box ortofrutticolo ai danni di un parente di Franco Ambrosio detto “O’ Scuccatore”; attualmente detenuto.

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