Napoli, il 0-2 non basta: è fuori dall’Europa ECCO LE PAGELLE


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Reina: Bravo e attento nelle uscite con i piedi. Voto 6



Albiol: Praticamente perfetto, guida la difesa e non concede nulla ai tedeschi. Voto 7-

Tonelli: Rischia l’autorete, poi prestazione ampiamente sufficiente, combatte su ogni pallone e nel finale tenta una sortita offensiva. Voto 6.5

Maggio: Soldatino, attacca sporadicamente, tiene bene la sua zona. Intramontabile. Voto 6+

Mario Rui: In costante proiezione offensiva, cresce sempre più. Voto 6.5

Allan: Corre e recupera decine di palloni, il secondo gol è figlio anche della sua caparbietà e prepotenza fisica. Voto 6.5

Diawara: Riscatta la gara dell’andata, meglio in fase di interdizione. Voto 6+

Hamsik: Sottotono, mai veramente nel vivo del match. Voto 6-

Mertens: L’assist per Insigne in occasione della prima rete azzurra, merita da solo settantadue ore di applausi! Voto 6+

Insigne: Torna a segnare, furbo a rubare il tempo all’avversario. Voto 7-

Zielinsky: Se avesse o se avrà continuità diventerà un top player assoluto. Duttile come pochi, gioca prima esterno a destra e segna, poi mezzala a sinistra. Voto 7-

Callejon: Assist per il raddoppio, molto attivo sulla destra. Voto 6.5

Hysaj: Prende il posto di un affaticato Rui. Voto 6

Jorginho: Pochi minuti per l’italo-brasiliano. Voto 6

Sarri: KK, Hysaj, Jorginho e Callejon in panca, turn-over che funziona, ma sono soprattutto testa e convinzione a fare la differenza. Il Napoli sembra voler dimostrare, a se stesso in primis, di essere forte e capace di scegliere il proprio destino. Nel bene e nel male. Francamente è difficile trovare altre spiegazioni ad una gara giocata con ordine, intelligenza, tecnica, tattica, e dominata dal primo al novantesimo, dopo il match di sette giorni addietro al San Paolo.

Arbitro: Fiscale, tiene in pugno la partita con fermezza. Voto 6

Lipsia: Ampiamente alla nostra portata.

Europa League: Rammarico o sollievo? Probabilmente la risposta, per quanto chiaramente parziale, potremo averla solo nei prossimi tre mesi. Il Napoli ha la rosa corta: 1) Zielinsky è il ‘dodicesimo’ perfetto. Deve migliorare nella continuità mentale, come più volte sottolineato da mister Sarri. 2) Rui è cresciuto costantemente. Fino all’infortunio di Ghoulam, mai in campo (per amore della verità, va detto che era in fase di recupero dopo un problema fisico avuto a Roma); senza lo stop dell’algerino, quanto e quando l’avremmo visto? 3) Tonelli: Messo praticamente fuori rosa, d’improvviso si scopre quarta scelta, poi terza dopo l’infortunio di Chiriches. Per quanto ‘poco elegante’, classico difensore ‘italiano’ (unico in rosa), sta facendo bene quando chiamato in causa. 4) Maggio: Ho criticato la società quando gli ha rinnovato il contratto per tre anni, devo ricredermi, soldatino umile e intelligente. Ovviamente, causa età avanzata, non può essere lui il futuro. 5/6) Diawara e Rog: Giovani di prospettiva, l’ex Bologna l’anno scorso ha avuto più minutaggio, quest’anno sta ‘perdendo’ la sfida interna con Jorginho. Dopo mesi di apprendistato, il croato stenta a trovare una collocazione negli schemi dell’allenatore. Per quanto utilizzati con il contagocce, sono due ottimi rimpiazzi, Rog anche estremamente versatile. 7) Chiriches: Quando è in campo, alterna qualche leggerezza a buone prestazioni. Attualmente infortunato. 8) Milik: Sfortunato. Speriamo torni con testa e gambe il prima possibile. 9) Ounas: Acerbo, intanto un golletto in EL l’ha fatto, al ritorno 90 min in panca. 10) Ghoulam: La rottura del crociato ha di fatto trasformato Rui in titolare; il secondo infortunio sembrerebbe costringere la società ad un nuovo Reveillere. Questa è sfortuna. Credo di non aver dimenticato nessuno, Giaccherini poteva restare se utilizzato; visto l’investimento alto, corretto dare in prestito Maksimovic. Al netto degli infortuni e per quanto profonda, la rosa non è completa (sugli esterni di attacco), ma soprattutto e ‘logicamente’ (ahinoi) non è quella della Juve. Eppure questa rosa, con un pizzico di minore malasorte, e ancor più con una gestione più ampia e ‘coraggiosa’, poteva forse garantire al Napoli un percorso diverso in Europa League (in Champions abbiamo pagato oltremodo la gara d’esordio), senza contraccolpi in campionato. Detto ciò, cancello quanto scritto, dimentico il Napolexit, e giuro nuovamente fedeltà assoluta alla strategia di Sarri e dei suoi ragazzi: W il campionatocentrismo, W la rosa corta. Più Sarriano dei Sarriani e degli anti-ADL per professione e partito preso.

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