«Doveva essere il partito dei territori, quello del rapporto diretto col cittadino. È questo che la Lega di Matteo Salvini ha sempre vantato di essere, ma al momento della composizione delle liste, almeno in Campania, questo leitmotiv sempre sbandierato ai quattro venti sembra essere stato dimenticato». Parla da “salviniano pentito”, Mario Gifuni, il presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia che aveva aderito al partito nato dalla Lega Nord.

Gifuni aggiunge: «Un uomo di Napoli città all’uninominale di Torre del Greco (provincia Sud di Napoli), una donna di Afragola (provincia Nord di Napoli) all’uninominale di Aversa (provincia di Caserta), una donna di Frosinone in posizione utile nel proporzionale alla Camera di Napoli Nord, il vicesindaco di Como con chance di elezione nel collegio camera di Salerno, un assessore di Erba capolista al Senato e tanti altri che dei territori campani non hanno alcuna conoscenza. “Questa Lega è una vergogna, lo disse Pino Daniele qualche tempo fa e così è ancora oggi, avevo creduto in questo progetto perché doveva essere il nuovo che avanza ma invece è il vecchio che ritorna, eleggendo soggetti distanti dai problemi dei territori e del popolo”, conclude.