Il pomeriggio era stato all’ospedale, per un controllo. Era andato tutto bene: l’intervento che aveva subito due settimane prima, nonostante fosse stato molto delicato, sarebbe dovuto diventare nel giro di poco tempo solo un brutto ricordo. Giovanni Miele, 46 anni, era così tornato a casa dove lo aspettavano la compagna e i due figli, uno appena diventato maggiorenne, l’altro di poco più piccolo. Era a cena con loro: c’erano i progetti per il Capodanno da trascorrere in famiglia, c’era da pensare a rimettersi del tutto, al lavoro da riprendere, alla vita che continuava. È cambiato tutto in un attimo: Miele ha sentito il sapore di ferro che gli saliva dalla gola insieme al suo sangue. Ha cominciato a perderne molto, senza che ci fosse la possibilità che quell’emorragia si fermasse. Si è sentito mancare, sotto gli occhi di sua moglie e dei suoi due figli.

Il maggiore è uscito di casa, impaurito e disperato e ha chiesto aiuto a un vicino. La famiglia abitava all’Oliveto, nella zona residenziale alle porte del paese, a Istia ponte, in Toscana, ma Giuseppe era di Poggiomarino dove aveva vissuto fino ad età adulta. Il vicino è corso subito a vedere cosa stava succedendo, dando l’allarme al 118: le sirene dell’ambulanza e dell’automedica si sono spente quando sono arrivate, dopo pochi minuti dall’allarme ricevuto, davanti all’abitazione della famiglia: Giuseppe Miele era ancora vivo quando il medico insieme ai sanitari del 118 lo hanno cominciato a rianimare. Le sue condizioni però erano disperate e in quella corsa contro il tempo tra la vita e la morte, quest’ultima ha vinto.

46enne lavorava fuori dalla Toscana e tornava a casa soltanto durante il fine settimana. Due settimane fa era stato operato alla gola all’ospedale di Grosseto. Un intervento di routine, che però, se effettuato in età adulta, può avere un decorso non semplicissimo: il pericolo più grave sono infatti le emorragie. Il giorno in cui è successa la tragedia, l’uomo era stato in ospedale per un controllo: non c’era alcun parametro che potesse far presagire una tragedia come quella che si è poi consumata qualche ora più tardi. Giuseppe stava meglio, è tornato a casa e si è messo a tavola con la sua famiglia. È morto poco dopo, ucciso probabilmente da un’emorragia.

Insieme all’ambulanza è intervenuto anche il personale delle volanti della polizia con la scientifica: le prescrizioni mediche, i referti e tutto il materiale che l’uomo aveva a casa è stato sequestrato e la Procura ha aperto un fascicolo. L’Asl, che ha espresso profondo cordoglio per la morte dell’uomo, ha avviato subito un’indagine interna per valutare se siano stati seguiti tutti i protocolli previsti. «Abbiamo piena fiducia nella magistratura – dicono dalla direzione dell’Asl – e ci stringiamo alla famiglia per la grave perdita». Nei giorni scorsi ci sono stati i funerali in attesa dei risultati delle indagini.