La guerra di camorra tra il gruppo di Natale Scarpa e Francesco Casillo del Piano Napoli sarebbe nata dopo il duplice omicidio dei fratelli Manzo uccisi a sangue freddo all’interno del Bar Maemi di Terzigno. A rivelarlo è il neopentito di camorra, Luigi Parascandolo, la cui collaborazione con la giustizia fa tremare non poco i clan dell’area vesuviana. A riportare il verbale è www.campaniacrimenews.com.

Parascandalo racconta: «Io ho effettivamente fatto parte dell’organizzazione criminale dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, attiva al “Piano Napoli” di via Passanti Scafati di Boscoreale. Ho iniziato a far parte di questa organizzazione già da quando ero minorenne, avevo appena 13 anni, rimanendone complice fino ad aprile del 2007. Questa organizzazione era capeggiata e promossa, in origine, nel 1998, di Giuseppe Casillo, da Dario Federico, da un tale soprannominato “‘o Ninja” di Torre Annunziata, da Di Monda Francesco. Questi si occupavano dello spaccio di cocaina al “Piano Napoli”. Posso fin d’ora riferire che ho cognizione e notizie riferibili al duplice omicidio dei fratelli Manzo, recepite per il tramite di Scarpa Natale “‘o chiattone” e anche per il tramite del fratello dei due Manzo uccisi, intendo Manzo Antonio, che addirittura mi coinvolse in un tentativo di vendetta dell’omicidio dei suoi fratelli, poi non andato a frutto. Mi riferì che aveva rotto ogni rapporto a causa di ciò che aveva visto 15-20 minuti prima che avvenne l ‘omicidio dei fratelli Manzo presso la villa del Casillo Francesco, specificando quindi che mentre si trovava li venne subito mandato via dal Casillo in quanto era a suo dire impegnato».