‘Ndrangheta e migranti, ecco l’intercettazione con il dipendente di Sant’Anastasia che inguaia gli imputati


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Gestione dei migranti, aperture di case di accoglienza per minori non accompagnati con l’infiltrazione dei clan, finanziamenti da sbloccare, la ricerca di agganci con politici di caratura nazionale e presunti mafiosi ricevuti al Ministero del Lavoro e in Prefettura a Crotone. C’è di tutto e di più nell’inchiesta “Stige” della Dda di Catanzaro che ha colpito il clan Farao-Marincola di Cirò i cui “tentacoli” sarebbero arrivati sino a Roma, sin nelle “stanze dei bottini”, quelle dove si prendono le decisioni che contano e fanno muovere, e mettere in circolazione, enormi flussi di denaro. Fra gli arrestati c’è infatti anche Aniello Esposito, 37 anni, di Teora, ma domiciliato a Cardito, sempre nel Napoletano. È accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto si sarebbe associato con Palmiro Siena, 61 anni, Carmine Siena, 36 anni, Antonio Anania,44 anni, Valentino Anania, 36 anni, tutti arrestati e tutti di Cirò Marina, per la gestione della “Casa di Cura Clinica Sant’Antonio”, cioè una casa d’accoglienza per minori non accompagnati, in modo confacente agli interessi della consorteria mafiosa. In particolare, Aniello Esposito è accusato di aver concluso una serie di contratti per l’acquisto di merci e fornitura di servizi con imprese controllate dalla cosca cirotana delle quali, inesorabilmente, avrebbe contribuito ad aumentarne il fatturato.



È il 5 ottobre del 2015 e Aniello Esposito si sarebbe così prodigato per reperire un contatto diretto con un esponente politico di caratura nazionale, il cui interessamento avrebbe consentito di sbloccare i fondi ministeriali destinati alla Prefettura di Crotone. L’intercettazione, il Ministero dell’Interno, i 350mila euro e l’Unità di Crisi. Aniello Esposito avrebbe così contattato un suo amico, assunto nel Comune napoletano di Sant’Anastasia, per avere informazioni. Giusto sottolineare che il dipendente pubblico non c’entra nulla e che non ha alcun capo d’imputazione nell’inchiesta. Ecco l’intercettazione: “Io sto andando al manicomio che …sto cercando qualche amico lì al Ministero dell’Interno… all’Unità di Crisi… perché c’ho bloccato una cosa come trecentocinquantamila euro e non riesco a …a parlare con un Cristo là…al Ministero dell’Interno…, volevo sapere se c’è qualche amico che possiamo interagire! Perchè se teniamo un riferimento mi metto in macchina e vado a Roma… basta che ho bisogno di parlare con qualcuno ed esporgli il problema… hai capito?!…”.

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