Personalmente trovo estremamente fuorviante il fatto che in commercio ci siano così tante
bevande chiamate “LATTE”; così facendo sembra che tutti questi prodotti abbiano le stesse
caratteristiche ma in realtà non è assolutamente così. Vediamo insieme le caratteristiche di alcune di queste bevande e cerchiamo di capire perché sono diverse. Il latte vaccino parzialmente scremato, quello che comunemente utilizziamo per la prima
colazione, contiene 5 g di carboidrati, 3,5 g di proteine e 1,5 g di grassi per 100 ml di prodotto.

Milk in various dishes.

Molte persone lo sostituiscono con bevande di origine vegetale o per problemi di intolleranze/ allergie, o perché li ritengono più salutari, oppure perché vegani. Al di là dei principi etici o delle necessità individuali, ciò che a mio parere è bene sapere è che la maggior parte di queste bevande ha delle caratteristiche diverse rispetto al latte di origine animale. Il latte di riso contiene 9 g di carboidrati, 0,3 g di proteine e 1 g di grassi (valori per 100 g) e tra i latti di origine vegetale è quello con la maggior quantità di zuccheri e la minor quantità di proteine.

Se immaginiamo quindi di voler sostituire la tazza di latte vaccino della colazione con una
tazza di latte di riso, dobbiamo tenere in considerazione il fatto che la composizione del nostro pasto sta cambiando notevolmente; anzi a dirla tutta, se la nostra colazione è la classica colazione all’italiana con fette biscottate e marmellata a cui abbiniamo poi il latte di riso, stiamo facendo un pasto estremamente sbilanciato verso gli zuccheri, esattamente ciò che più dovremmo evitare a colazione. Il nostro corpo infatti dopo il lungo digiuno notturno è programmato per bruciare grassi e non zuccheri. Inoltre una colazione di questo tipo farà alzare rapidamente il livello di zucchero nel sangue, che però si abbasserà altrettanto rapidamente e bruscamente, facendoci sentire affamati già alle 10 del mattino.

Il latte di riso infine, data la sua composizione, è sconsigliato a chi soffre di glicemia alterata o diabete. Il latte di soia presenta invece una composizione più equilibrata, con meno zuccheri e più proteine; in 100 g di prodotto ritroviamo infatti 6 g di zuccheri, 3,3 g di proteine e 1,8 g di grassi. Il problema del latte di soia è però legato al fatto che la soia contiene delle sostanze chiamate isoflavoni che agiscono come disregolatori endocrini; gli isoflavoni infatti sono sostanze di origine vegetale dotate di attività estroginica, cioè in grado di influenzare la produzione di ormoni chiamati estrogeni. Queste sostanze possono causare squilibri ormonali, sia nell’uomo che nella donna, e possono aumentare il rischio di cancro al seno.

Il latte di avena contiene 6,6 g di carboidrati, 1,4 g di proteine e 1,6 g di lipidi; presenta quindi meno zuccheri del latte di riso ed inoltre a differenza di quest’ultimo presenta anche un buon quantitativo di fibra. Questo fattore, insieme alle proteine che contiene, permette di ridurre il suo impatto glicemico. Se quindi decidete di sostituire il latte animale con quello vegetale, assicuratevi di scegliere un prodotto adatto a voi e di bilanciare in modo corretto i vostri pasti. *Biologa Nutrizionista – Consulente Haccp SITO WEB