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Camorra, il boss di Poggiomarino “Rosario ‘o Minorenne” dietro la guerra tra i Moccia e i Cesarano

Le 736 pagine relative all’ordinanza di custodia cautelare che, nella giornata di martedì, si è abbattuta sul clan Moccia, lasciano trasparire uno scenario a dir poco inquietante, un particolare reso noto dai pentiti e che riguarda da vicino i due boss Angelo Moccia e Ferdinando Cesarano. Due camorristi che, negli anni Ottanta e Novanta, erano alleati in quella che passerà alla storia criminale della Campania come la Nuova Famiglia. Nell’ordinanza, infatti, il gip parla di una divergenza importante tra Moccia e Cesarano a causa dell’intervento di Moccia a tutela dei familiari del capozona di Poggiomarino, Rosario Giugliano detto ‘O Minorenne.

I collaboratori di giustizia Scafuto Salvatore, Zaccaro Antonio e Contaldo Sandro, nelle loro deposizioni, hanno affermato che Cesarano non prese affatto bene la presa di posizione di Moccia, e lo aveva definito un “infame”. Rosario Giugliano, coinvolto direttamente, spinto dalla voglia di difendere Moccia, aveva malmenato Cesarano in Tribunale. Un affronto che Cesarano ha deciso di lavare con il sangue sterminando tutta la famiglia di Giugliano. Moccia, venuto a conoscenza del proposito del clan, è intervenuto prontamente minacciando Cesarano: “Se tocchi la famiglia del Minorenne ti ammazzo pure i bambini nella culla”. Cesarano, consapevole della supremazia territoriale del clan Moccia, ha obbedito.

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