Un bambino di tre anni, Cristian Corso, è stato dimesso l’altra sera dal pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli e poi è tornato ormai deceduto. Aperte due inchieste, una dalla procura, una dall’azienda sanitaria. Il piccolo era di Ercolano e, nella ricostruzione della direzione sanitaria del nosocomio, che ha nominato una commissione interna per capire dinamica e responsabilità eventuali nella vicenda, era arrivato in serata al pronto soccorso, classificato come codice verde. Chi lo ha visitato, ha riscontrato segni di infiammazione delle vie aeree, dolori addominali e diarrea, e i genitori hanno raccontato che il bambino aveva la febbre, temperatura alterata non riscontrata al momento dell’osservazione.

Dopo la visita, integrata da un esame ecografico, il quadro clinico è stato ritenuto tale da non rendere necessario il ricovero, in conformità alle linee guida ordinariamente seguite, e la famiglia è stata rimandata a casa con una prescrizione di farmaci per il piccolo e la richiesta di controllo del pediatra curante dopo 24 ore. Alle 7 il bambino è arrivato al pronto soccorso in arresto cardiaco. «Nonostante le procedure rianimatorie poste in essere, alle 7.43 se n’è dovuto constatare il decesso», si legge in una nota del Santobono. I sanitari dell’ospedale pediatrico hanno fatto richiesta di un riscontro diagnostico autoptico e la direzione aziendale ha affidato a una commissione, costituita dal direttore medico del presidio, dal responsabile del Rischio Clinico e da Pierpaolo Di Lorenzo, medico legale della Università Federico II, l’incarico di verificare e riferire sull’accaduto. Dopo la denuncia dei genitori, la procura ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’esame autoptico.

Dall’inizio del 2017 circa 100.000 bambini sono stati accolti dal pronto soccorso del Santobono, secondo dati dell’ospedale, e il reparto, per numero di casi e appropriatezza dei trattamenti, è considerato un’eccellenza in Italia. «La direzione dell’azienda, fiduciosa nell’azione delle Autorità competenti, così come della professionalità ed abnegazione dei propri sanitari, esprime alla famiglia sentite condoglianze e la più fattiva vicinanza, assicurando la massima collaborazione nell’individuare le cause della dolorosa vicenda», conclude la nota.