Bomba ecologica nel Nolano: sigilli a marmificio “velenoso”. Chiusa area da 4mila metri quadri


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Un capannone di circa 60 metri quadrati pieno di polvere di marmo e fanghi. E poi intorno rifiuti, anche pericolosi. Ma soprattutto l’attività era priva delle necessarie autorizzazioni. Risultato: un’area di 4mila metri quadrati finisce sotto sequestro e il titolare dell’attività economica denunciato. È il bilancio di un’operazione messa a segno ieri a Marigliano dagli agenti della polizia provinciale del Distretto di Nola, agli ordini del tenente Andrea Valente e del comandante Lucia Rea. I poliziotti hanno eseguito un accesso presso un marmificio a Marigliano, nella zona periferica al confine con il comune di San Vitaliano.



Nell’esercizio commerciale, un capannone di circa 60 metri quadrati, oltre a polvere di marmo e fanghi vi erano allocati diversi macchinari da lavoro per il taglio e la levigatura della pietra; inoltre all’interno dell’area circostante di circa 4mila metri quadrati erano stoccati sul terreno ed esposti alle intemperie un notevole quantitativo di rifiuti pericolosi e non pericolosi. L’attività poi risultata priva delle previste autorizzazioni. Il titolare dell’esercizio commerciale, un mariglianese di 42 anni, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per mancanza di autorizzazione per esercitare l’attività e mancata autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

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