Tra i fenomeni criminali dell’abusivismo edilizio e della corruzione «c’è un nesso inscindibile come altrettanto inscindibile risulta il nesso tra il fenomeno criminoso dell’abusivismo edilizio e la criminalità organizzata». Lo ha sottolineato il pm della Dda di Napoli Henry John Woodcock nel corso del suo intervento al convegno su abusivismo e corruzione che si è svolto all’Istituto Carducci di Nola. Una riflessione, quella del pm, che non risparmia lo Stato, chiamato in causa per la rinuncia al rispetto delle regole in materia urbanistica in occasione di interventi dettati «da situazioni solo apparentemente, e pretestuosamente, emergenziali e straordinarie» (il pm ha ricordato a tale proposito gli interventi per i Mondiali di Nuoto e il G8 alla Maddalena).

Per quanto riguarda la stretta relazione tra abusivismo e corruzione, Woodcock ha ricordato i rapporti della Corte dei Conti, secondo cui «una gran parte del fatturato della corruzione, pari a circa 60 miliardi di euro all’anno, è riconducibile al sistema degli appalti pubblici». Il magistrato ha poi affermato che «da sempre, gli interessi della criminalità organizzata, compresa la camorra e in modo ancor più specifico la camorra dei paesi vesuviani e limitrofi, si sono concentrati sul settore dell’edilizia, e in particolare nel settore della fornitura del calcestruzzo e del, cosiddetto, movimento terra, risultando, dunque, significativa l’infiltrazione della criminalità organizzata non tanto nella fase dell’aggiudicazione dei grandi appalti pubblici ma piuttosto nella fase esecutiva, ovvero in sede di subappalto ovvero di fornitura dei materiali».