Tumori, dati choc dell’area vesuviana nell’indagine parlamentare: +46% negli uomini e 21% nelle donne

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Presentata in Commissione Igiene e Sanità al Senato la relazione dell’indagine conoscitiva su Inquinamento ambientale, tumori, malformazioni feto-neonatali ed epigenetica in Terra dei Fuochi.  L’indagine, finalizzata a “comprendere” il fenomeno ed a garantire la necessità di tutelare il diritto fondamentale alla salute di vaste popolazioni esposte a inquinanti ambientali, smaltiti illecitamente e per lunghi anni in maniera criminale, ha rilevato dati allarmanti nelle zone interessate. In particolare, nell’Asl 3 Napoli Sud il tasso di incidenza oncologica (insieme di tutti i tumori maligni), nel confronto con Pool RT Sud Italia, è più alto con differenze statisticamente significative in entrambi i generi (nei maschi: +46%; nelle donne: +21%).

Anche nel territorio dell’Asl Caserta il tasso complessivo di incidenza oncologica, nel confronto con il Pool RT Sud Italia, è statisticamente superiore. Così come il tasso complessivo di mortalità oncologica. Inoltre, nella fascia di età 15-19 anni, si è registrato un eccesso di casi per i carcinomi della tiroide rispetto all’atteso, con un rischio elevato (+ 50%) e statisticamente significativo. Situazione più complessa quella dell’infanzia: per nessuna delle classi di tumore maligno nella fascia di età 0-14 anni sono stati osservati scostamenti statisticamente significativi, ma è accertato in letteratura scientifica che l’esposizione prenatale a inquinanti chimici altera l’epigenoma embrio-fetale con potenziali conseguenze negative a carico dello sviluppo e manifestazione di malattie nell’infanzia, nel corso della vita e attraverso trasmissione transgenerazionale.

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