Si sono ritirati poco dopo le 14 di oggi in camera di consiglio presso una caserma di Udine i giudici che dovranno emettere la sentenza – prevista non prima di domani sera – nei confronti di Giosuè Ruotolo, unico accusato del duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, uccisi nel parcheggio del Palasport di Pordenone la sera del 17 marzo 2015. Stamani – 45ma udienza – sono intervenuti i legali delle parti civili e i difensori di Ruotolo. I primi si sono detti tutti concordi nel definire “elementi granitici” quelli che accusano il 28enne di Somma Vesuviana quale autore degli spari che hanno colpito a morte i due fidanzati. Per loro ogni tentativo di dimostrare il contrario “non risponde al vero”.

È stata quindi la volta di Giuseppe Esposito e Roberto Rigoni Stern. Hanno parlato di un processo mediatico e con testimoni non attendibili che hanno adattato le loro versioni «a quello che leggevano sui giornali o sentivano alla televisione». Esposito rivolto alla Corte ha dichiarato di «credere fermamente che Giosuè Ruotolo sia un detenuto innocente per un fatto che non ha commesso. Se sono qui a reclamare una sentenza di assoluzione – ha aggiunto – non è perché devo recitare un ruolo. Credo veramente e fermamente in quello che vi ho detto in queste lunghe ore di discussione».

Da parta sua Rigoni Stern, concludendo, si è detto convinto della bontà della loro tesi difensiva «e speriamo – ha sostenuto – che la Corte possa condividerne i tratti più salienti, primo fra tutti la farraginosità nel poter dimostrare la presenza di Ruotolo sulla scena del delitto nel momento in cui si sono compiuti i tragici fatti in discussione». Il processo era cominciato il 10 ottobre 2016.