Richiedenti asilo, dossier choc degli attivisti: «A Terzigno in 30 in una sola stanza»


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Ci sono centri dove, all’ora dei pasti, gli ultimi dieci della fila non mangiano ed altri dove chi ha bisogno di cure mediche si deve accontentare di farmaci poco o per nulla adeguati alla patologia». Sono alcune delle denunce presentate dagli attivisti dell’ex Opg ieri nella conferenza stampa all’esterno della Prefettura. Oggi, infatti, era in programma un incontro proprio in Prefettura dove si sarebbe dovuto parlare del dossier, già presentato alla Prefettura, sulla condizione dei centri d’accoglienza.



L’incontro è saltato, ma gli attivisti non hanno rinunciato alla loro denuncia alla stampa. «I centri riportati nel dossier – spiegano gli attivisti – sono quasi tutti stanzoni-dormitorio che ospitano fino a 20 letti, in cui si registra mancanza di mediatori culturali, mancanza di igiene e dei generi di conforto, assenza di assistenza medica e psicologica. E la chiamano accoglienza? Per noi sono lager. Teniamo a ricordare – concludono – che
questi centri incassano per gni ospite dai 30 ai 35 euro al giorno, soldi che sicuramente non vengono spesi per gli immigrati»

Il dettagliato dossier presentato ieri dall’Ex Opg non riguarda soltanto Napoli, ma racconta anche nel dettaglio cosa accade in alcuni centri della provincia di Napoli. Anche qui le circostanze sono simili a quelle denunciate per i centri napoletani: a Terzigno c’è Villa Angela, che accoglie – denunciano gli attivisti – circa 240 persone in stanzoni da 20-30 persone, in cui i beni degli ospiti sono ammassati a terra. Ma non solo. «Le condizioni igienicosanitarie sono molto gravi e il cibo è scarso e di bassa qualità» scrivono i ragazzi dell’ex Opg nel loro dossier, sottolineando anche l’assenza negli ultimi mesi di visite mediche.

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