Aveva denunciato i clan per il racket alle sale bingo: l’imprenditore era così finito nella lista nera della camorra. Doveva essere ucciso: era questa dunque la fine prospettata per Pietro Palomba, titolare e gestore dei locali presi di mira dal clan Cesarano di Ponte Persica. A riportare la notizia è “La Città” di Salerno.

Il quotidiano racconta che a spiegarlo è Andrea Spinelli, collaboratore di giustizia: «Mentre ero in carcere con Giovanni Cesarano, che fu arrestato poi a dicembre del 2016, seppi da costui che loro erano molto arrabbiati nei confronti di Pietro Palomba», ha raccontato. «Aveva denunciato Giovanni Cesarano e gli altri membri del clan, compreso Luigi Di Martino alias “Gigino o’ profeta”. Proprio per questo motivo erano stati arrestati».