L’anatema di don Aniello: «Nola, giovani bruciano i soldi nelle scommesse. Troppi bar rubano corrente»


1982

Quando parla don Aniello Manganiello non lo fa mai per dare aria alla bocca. Il prete anticamorra di Scampia, ormai rientrato a Nola da tempo, fa un altro spaccato del territorio e racconta: «Lasciato il casello di Nola imbocco via Nazionale delle Puglie, la 7bis, passando tra numerosi bar, sale scommesse e slot che mi fanno da corona. Non è un bel vedere, anzi provo pena per i tanti giovani che, tutte le sere, fino a notte fonda bruciano soldi e tempo nella ricerca di un benessere e di un godimento fallaci.



E ancora: «Il dispiacere aumenta nel sapere che titolari di qualche bar e ristorante, manomettendo i contatori, rubano l’energia elettrica oppure sfruttano giovani in cerca di lavoro, assumendoli a nero. Altro capitolo su cui sono intervenuto spesse volte è il moltiplicarsi di supermercati e centri commerciali. Molti sono convinti che producano ricchezza. Per me invece producono povertà».

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