Aroma Bungii a Somma: il killer delle piante trovato negli alberi da frutta, melograni e gli ulivi


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Reduci dal successo dell’incontro flegreo, martedì 21 novembre, la “carovana” di esperti dell’argomento, Aromia Bungii si è spostata presso il comune di Somma Vesuviana con una platea interessatissima che si è data appuntamento presso la sala consiliare del comune. Motivo della scelta dell’areale alle falde del monte Somma, nel parco nazionale del Vesuvio è quello che tale insetto si è riprodotto anche quì. L’incontro ha avuto ampia risonanza soprattutto grazie alla brillante esposizione del prof. Antonio Garonna dell’Università di Agraria di Portici, il quale ha dettagliatamente rilevato quali sono le evidenze scientifiche con la sospetta presenza dell’insetto quando vi sono i primi segni di rosume alla base dei tronchi. Il cattedratico ha confermato la predilezione del cerambicide verso le drupacee ma in alcuni casi anche l’olivo ed il melograno gli sono appetibili.



Il professore, dall’alto della sua esperienza ha fornito ulteriori dati rispetto al seminario di Giugliano, asserendo che ci sono nuove sperimentazioni sulla strada della cattura massale e dei bioinsetticidi a base di Beauveria e Steinernema. Inoltre, nella culla delle pregiate “crisommole”, le albicocche Vesuviane, a marchio a Indicazione Geografica Protetta, il professor Garonna ha dettagliato solo due presidi fitoiatrici, in etichette CLP, ad essere ammessi per l’Aroma bungii quali Deltametrina e Thiacloprid. Infine il Servizio Provinciale di Napoli ha voluto dare un segnale di concreta disponibilità a aiutare una area forestale, quale quella del Vesuvio, che quest’estate è stata flagellata da più incendi. Così che l’ultimo intervento è stato della responsabile regionale in materia di sostegno economico delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici, dove l’avversità biotica, come l’Aromia Bungii e tante altre fitopatie potrà essere oggetto di attenzione, ancora una volta.

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