Stop alla “Terra dell’Acqua”: anche a Striano in marcia contro la “bomba ecologica”


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La disastrosa problematica degli allagamenti, il timore per l’incremento delle patologie tumorali, la mancata bonifica del fiume Sarno: comitati e comuni cittadini si preparano a scendere in piazza per una manifestazione congiunta di 23 località delle province di Napoli, Salerno e Avellino, interessate dal bacino idrografico più inquinato d’Europa: il fiume Sarno. Il fronte ambientalista manifesterà domani, domenica 29 ottobre, per dire basta all’inquinamento e sollecitare – ancora una volta – le istituzioni regionali, a solerti ed efficaci interventi di bonifica e messa in sicurezza del corso d’acqua divenuto ormai una bomba ecologica non più sostenibile.



Tra i comuni impattati c’è anche quello di Striano, poco più di 8mila anime, che vivono tra la zona del basso-vesuviano e l’attiguo agro nocerino-sarnese. Un comune che da 40 anni è costretto a convivere con l’incubo allagamenti e l’esondazione delle vasche Pianillo e Fornillo, cariche di liquami e inquinanti riversati sul suo territorio. I comitati cittadini chiedono interventi rapidi e concreti per il disinquinamento del Sarno, per il quale solo negli ultimi 15 anni sono stati stanziati (e in parte spesi) oltre 200 milioni di euro, ma senza neppure ultimare le reti fognarie e la messa in funzione di collettori e depuratori.

Striano appena un anno fa, si è fatto portavoce insieme ad altri comuni limitrofi, dell’annosa problematica presso le autorità regionali. Ad oggi ancora nessuna risposta. E domenica 29 la grande manifestazione congiunta con il ritrovo conclusivo dei comitati e delle delegazioni alle 16 in località Rio Foce. Con la speranza che non diventi l’ennesimo appello caduto nel vuoto.

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