L’avvocato sommese di Ruotolo: «Ecco perché Giosuè sarà assolto»


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La difesa dell’imputato Giosuè Ruotolo traccia un bilancio positivo alla conclusione dell’articolata istruttoria, chiusa ieri dopo 37 udienze. «Quando è cominciato questo processo – osserva l’avvocato Giuseppe Esposito, che con il collega Roberto Rigoni Stern difende il giovane di Somma Vesuviana – con Ruotolo in custodia cautelare in carcere, si immaginava che il dibattimento dovesse servire a dare più robustezza agli indizi a suo carico. Ho l’impressione, invece, che abbia attenuato parecchio la forza degli indizi che erano stati utilizzati per emettere l’ordinanza di custodia cautelare». Il legale ne parla a Il Messaggero Veneto in un’intervista.



Il legale dell’imputato entra nel dettaglio degli indizi che ad avviso della difesa avrebbero vacillato in dibattimento: «La vettura, le lesioni che l’imputato avrebbe subito da Ragone e che sarebbero state secondo l’accusa all’origine del litigio, in generale i rapporti intercorsi fra la vittima e l’imputato. Sono questi gli elementi che all’epoca furono ritenuti decisivi per la custodia cautelare in carcere. Anche dal punto di vista tecnico crediamo di aver fornito possibili letture della dinamica e della scena dell’omicidio alternative a quelle dell’accusa e quanto meno altrettanto attendibili».

La difesa ha inteso dimostrare la possibilità che l’Audi A3 di Ruotolo abbia lasciato il parcheggio prima dell’omicidio. Sulla testimonianza del pesista Stefano Protani, che esce dalla palestra in compagnia di Teresa e Trifone e nota poi, mentre l’Audi di fronte all’auto dei fidanzati, la difesa di Ruotolo fa notare le differenze fra i primi verbali, in cui l’ex meccanico della Audi ipotizza al volante «una donna di mezza età con i capelli a caschetto» ma poi in Corte d’assise si corregge, sottolineando di aver dedotto che fosse una donna dalla posizione delle mani sul volante, ma in realtà «avrebbe potuto trattarsi benissimo di un uomo con un cappuccio», scrive ancora il quotidiano di Pordenone.

E ancora: «Di solito – ribatte Esposito – le prime dichiarazioni, rese nell’immediatezza dei fatti, sono le più genuine perché non vengono alterate o contaminate dalle successive informazioni». I legali dell’imputato sono convinti che quella notata da Protani sia un’Audi A3 modello Sportback e non, come sostenuto dall’accusa, l’Audi A3 di Ruotolo, identica a una visione frontale al modello a cinque porte per via della calandra (sostituita dall’imputato). Lo stesso Protani, in udienza, ha specificato di aver visto l’auto soltanto di fronte e non di fianco. Sono state depositate anche le fatture emesse da Ducale sicurezza relative agli interventi di manutenzione effettuati sugli impianti di videosorveglianza comunali di Pordenone nel periodo compreso fra il 17 marzo 2015 e il 20 maggio 2016, quando i due consulenti della Procura Giuseppe Monfreda e Paolo Reale hanno avuto accesso al sistema per effettuare gli accertamenti. È grazie alla loro perizia che viene individuata la differenza fra ora reale e ora impressa sui frame delle telecamere. Dalla loro analisi emerge anche che tutte e tre le telecamere fondamentali per la ricostruzione del tragitto dell’Audi A3 sono, però, sincronizzate.

Gli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito hanno deciso di svolgere un’indagine difensiva sugli interventi di manutenzione delle telecamere. «Nell’ultima udienza – ha precisato la difesa – sono state depositate le fatture relative a giugno 2016. Si lasciava in tal modo intendere che da marzo 2015 fino a quella data non fosse stato realizzato alcun tipo di intervento sul sistema di videosorveglianza comunale. Noi, invece, abbiamo presentato tutte le fatture della Ducale Sicurezza dal 17 marzo 2015 al 20 maggio 2016. Ce ne sono veramente tante, a testimoniare che sono stati ripetutamente effettuati interventi sul sistema di videosorveglianza». Possibile ipotizzare implicazioni sulla sincronizzazione delle telecamere? «Potrebbe significare – conclude Esposito – che quello che hanno trovato i consulenti del pm il 20 maggio 2016 non fosse la copia fedele di quanto esisteva il 17 marzo 2015».

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