Fingeva di essere un dirigente dell’Enel, si recava a casa di anziani soli o disabili e li convinceva a firmare nuovi contratti e pagare in un’unica tranche tutte le loro bollette, in modo da saldare il loro debito. In realtà, insieme ai complici, andava in banca, ritirava il denaro e spariva. È stato arrestato dagli agenti del commissariato di Torre del Greco, nel napoletano, Andrea Vecchione, 32 anni, truffatore seriale che a Milano operava soprattutto in zona Greco Turro, a Nord della città. L’uomo è nel carcere di Poggioreale.

A far partire le indagini è stata la denuncia di un pensionato di 85 anni, che nel settembre del 2016 era andato in commissariato dicendo di essere stato letteralmente perseguitato da Vecchione e dalla sua banda, composta da altre 5 persone (tutte denunciate a piede libero). Il 32enne aveva telefonato più volte all’anziano e un giorno, «approfittando di un momento di confusione» del pensionato, era riuscito a farsi consegnare i 2mila euro che aveva in casa. Nei giorni successivi, inoltre, erano stati prelevati altri 2mila euro dal conto dell’85enne. La banda era riuscita a rubare alcuni assegni, che i malviventi avevano incassato nei giorni successivi.

Tra i casi che gli agenti, coordinati dalla dirigente Giorgia Iafrate, hanno scoperto, anche quella di un pensionato a cui la banda aveva portato via tutti i 18mila euro che aveva sul conto. La figlia si era accorta della truffa solo quando, a fine mese, aveva cercato di pagare lo stipendio alla badante del papà e aveva trovato il conto in rosso. In un’altra occasione, invece, a chiamare la polizia era stata la banca. Il funzionario aveva visto comparire allo sportello un uomo che si fingeva il figlio di un anziano cliente e aveva preteso la consegna di 300 euro. A quel punto era scattato l’allarme. Molti altri, però, sono caduti nella trappola. Vecchione si presentava spesso alle sue vittime con il suo vero nome e dava loro il suo cellulare. Quando poi faceva sottoscrivere nuovi contratti con Enel e altri gestori, faceva finta di telefonare alla centrale operativa e proponeva alle vittime di saldare il conto in un’unica soluzione. In realtà si appropriava del denaro e poi fuggiva.