Duplice omicidio a Pordenone, i 472 messaggi deliranti di Rosaria Patrone prima dell’esecuzione


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Ci sono riferimenti ad “Annalisa della palestra”, lo pseudonimo utilizzato da Ruotolo per scrivere i messaggi anonimi a Teresa e al profilo Facebook nei messaggi che si sono scambiati Mariarosaria Patrone e Giosuè Ruotolo prima del delitto. Li ha scoperti il pm Pier Umberto Vallerin fra i 472 messaggi dal contenuto farneticante inviati da Patrone al fidanzato fra il 24 novembre 2014 e il 17 marzo 2015, giorno del delitto. A parlarne è Il Messaggero Veneto.



«In 114 giorni – riepiloga il pm in aula – Patrone ha inviato a Ruotolo 472 messaggi dal contenuto delirante. Nei 191 giorni successivi all’omicidio, dal 17 marzo fino al sequestro del cellulare di Ruotolo, abbiamo trovati soltanto due messaggi di questa tipologia». Dopo l’omicidio i deliri svaniscono. È per questo che il pm la ritiene una «messinscena» alla quale Mariarosaria si presta, afflitta dai sensi di colpa per quell’unico accesso al profilo Facebook, fatto a Somma Vesuviana, con il quale teme di aver inguaiato Giosuè, stando ai racconti delle sue amiche. Vallerin sottolinea però che Ruotolo non si limitava ad assecondare i deliri di Mariarosaria, ma «partecipava attivamente a quella massa di sproloqui perché interessava pure a lui, anzi soprattutto a lui».

Il pm ha quindi approfondito: le farneticazioni si sviluppano su due filoni, ospedaliero e giudiziario. Nel secondo Mariarosaria scrive di un fantomatico procedimento penale in cui si ritrova coinvolta a causa di Giosuè. In un messaggio Mariarosaria racconta a Giosuè di essere stata convocata dai carabinieri, perché «Annalisa in palestra vorrebbe chiedere di parlare con te», ma Giosuè le risponde di non preoccuparsi, «perché tanto in questi giorni in palestra non ci vado».

L’11 dicembre invece, Mariarosaria riferisce al fidanzato: «c’entri tu e qualcosa che i carabinieri devono vedere sul tuo cellulare». Insiste: «Hanno visto di quella cosa che ti avevo chiesto del tuo Facebook». E poi: «Mi ha chiamato il maresciallo, che vuole conferma, così magari vede se qualcuno è entrato nel tuo profilo e scopre qualcosa». «Messaggi inquietanti – commenta il pm Vallerin – Sembra quasi che nel dicembre 2014 stiamo parlando di questo processo». Il pm Vallerin ha smentito le parole di Giosuè in aula: non è vero che i messaggi erano dettati dalla gelosia di Mariarosaria acuita dalla distanza, li scriveva anche quando Giosuè era a Somma Vesuviana in licenza e non è vero che la madre della fidanzata ne fosse al corrente e le avesse chiesto di assecondarla, visto che Stella Secondulfo ha testimoniato di aver appreso dei messaggi deliranti soltanto dopo l’omicidio.

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