Discariche a Terzigno e Boscoreale, non solo tumori: «Altissima incidenza di aborti e malformazioni»


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«Se si facessero monitoraggi mirati su questa fascia di popolazione, si potrebbero salvare milioni di vite umane». Ne parla Antonio Giordano, esperto di genetica e tumori, nel reportage “Ritorno a Terzigno 2010/2017”, andato in onda su Rai News. Ed intanto, proprio chi ha confezionato il servizio ha fatto partire una petizione su change.org per ottenere dai ministeri competenti uno screening gratuito per chi vive nei pressi delle discariche.



«Qualsiasi forma di vita ha un Dna e questo Dna può cambiare nel tempo quando viene messo a contatto con sostanze tossiche. In Italia – continua l’oncologo – sono circa 40.000 i casi non intercettati dagli organi ufficiali». Uno scenario, insomma, che parla delle discariche di Terzigno e Boscoreale, una “mappa della morte” di cui racconta Maria Rosaria Esposito, avvocato ed attivista del territorio: «Le strade rosse sono quelle dove c’è più incidenza di tumore e dove ci sono più morti per tumore in relazione agli abitanti». Il boom è per il cancro alla mammella, ai polmoni, al cervello, allo stomaco, ma non solo. E ancora: «C’è chi nasce con malformazioni, chi senza la tiroide e chi con la fibrosi cistica». Nelle zone situate vicino le discariche gli aborti sono più del doppio rispetto alla media nazionale».

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