Circumvesuviana, nessun dipendente sa fare un annuncio in inglese: scoppia la bufera


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«Dalle 11 circa di sabato 7 ottobre, fino alle 17, la rottura e successivamente la riparazione di un cavo della linea aerea sul piazzale della stazione di Napoli-Porta Nolana ha causato notevoli disagi alla circolazione ferroviaria. I treni provenienti da Baiano erano limitati a Poggioreale, quelli provenienti da Sarno si fermavano e ripartivano da Barra o da San Giovanni, quelli da Sorrento arrivavano e partivano da San Giovanni, i treni da Poggiomarino si attestavano a Torre Annunziata, dove i viaggiatori diretti a Napoli dovevano cambiare binario e salire sui treni provenienti da Sorrento. Questo evento potrebbe addirittura essere il frutto di una “perversa” gestione delle manutenzioni che tende a velocizzare troppo la messa in esercizio dei treni per mostrare al pubblico numeri ed efficienza che in realtà non ci sono e che in qualche caso fa circolare mezzi non in “perfette condizioni”, d’altronde i guasti gravi con soppressioni di corse sono all’ordine del giorno e sotto gli occhi di tutti». A scrivere la nota è il sindacato Orsa.



«Nel marasma creato da questo guasto grave, con assenza di informazioni certe sulla durata dell’interruzione, con una marea immane di turisti stranieri, muniti di relativo bagaglio, disabili alle prese con le enormi barriere architettoniche presenti nelle stazioni sopra citate, con l’assenza di bus sostitutivi ai treni fin quasi alle ore 14, spiccava nel punto nevralgico del “disservizio”, cioè nella stazione di San Giovanni, l’assoluta mancanza di uno qualsiasi tra i tanti dirigenti e funzionari, che avrebbe dovuto coordinare gli enormi sforzi, l’improvvisazione e la buona volontà del personale presente in quell’impianto.

E fin qui potremmo dire che era tutto quasi “normale” – continua la sigla – in effetti in un’azienda in cui vengono emesse delle procedure per ogni cosa, non c’è un protocollo, un manuale o un foglio di qualsiasi tipo che codifichi e regolamenti il comportamento del personale e soprattutto di quelli che hanno responsabilità di comando nel momento in cui si verifica un evento della portata di quello di sabato scorso, ovviamente a nulla o quasi è servita la costituenda Sala Operativa, che similmente a quanto avviene in RFI, questi disservizi li dovrebbe gestire al meglio coordinando le “forze in campo” e non lasciando al buon senso dei lavoratori il supporto e l’assistenza da dare ai viaggiatori bloccati in linea».

E qui la bufera: «Ma, siccome al peggio non c’è mai limite, ci consta notare che sulla pagina ufficiale Facebook dell0Eav alle rimostranze di una viaggiatrice, secondo cui il suo “ragazzo ha fatto lui l’annuncio in inglese a San Giovanni a Teduccio. Quindici dipendenti dell’Eav non sapevano fare un annuncio in lingua straniera”, la risposta ufficiale dell’Eav è stata: “è il motivo per il quale vogliamo assumere e mandare in pensione un po’ di gente”, che sia pur leggermente sgrammaticata, riassume la frattura insanabile che ormai sempre più si allarga tra i massimi vertici aziendali, preoccupati soltanto di salvaguardare la propria immagine pubblica e quella dell’azienda ed i lavoratori, su cui non perdono occasione di scaricare tutto il possibile e qualche volta anche l’impossibile, pur di mostrare, all’apparenza e non nella sostanza, che se qualcosa va male è sempre colpa di qualcun altro, meglio ancora se questi è un dipendente dell’Eav. A nulla è valso, a nostro avviso, un altro post messo sulla stessa pagina in nottata dall’azienda, in cui si cercava di rimediare alla gaffe, i lavoratori erano oramai troppo infuriati dall’insensibilità espressa in precedenza​».

«Il sindacato Orsa ritiene che a questo punto la misura sia colma, e proclama lo stato di agitazione di tutto il personale contro questa classe dirigente aziendale che, con le sue scelte operative continua imperterrita a non garantire la mobilità dei cittadini e dei lavoratori, cercando di mascherare le proprie inefficienze ed i mancati obiettivi raggiunti dietro una cortina fumogena di informazioni non sempre veritiere, supportata anche in questo, purtroppo, da una certa stampa locale, abituata a pubblicare notizie senza gli opportuni riscontri o senza il dovuto contraddittorio».

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