«Casillo non aveva droga: è stato fermato per i reati di resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e lesioni»


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Intervengono i legali di Gianluigi Casillo, il 26enne di Boscoreale fermato dopo un inseguimento finito a Terzigno nei giorni scorsi e che avrebbe provato ad ingoiare della droga. Circostanza, quest’ultima, che gli avvocati smentiscono: «Il Casillo Gianluigi è stato tratto in arresto da personale in forza alla Guardia di Finanza di Torre Annunziata nella notte tra il 21 ed il 22 ottobre scorsi, dopo un inseguimento avvenuto nel territorio compreso tra i Comuni di Boscoreale e di Scafati, per non essersi fermato all’Alt intimato dagli stessi militari», dicono i difensori in una lettera.



«Tuttavia, contrariamente a quanto riportato da diversi articoli apparsi sul punto, si precisa che al Casillo vengono contestati esclusivamente i reati di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni personali; mentre sono inesatte le circostanze riguardanti il presunto possesso di droga, men che meno riguardanti l’ingerimento di tali sostanze o di ovuli di cocaina, tanto che al Casillo Gianluigi non viene contestata alcuna norma, né penale né amministrativa, prevista dal Testo Unico vigente in materia di stupefacenti».

Infine: «Si conferma che, all’atto dell’arresto, i militari operanti hanno rinvenuto un pezzetto di pellicola di cellophane vuota, sulla quale l’Autorità Giudiziaria ha disposto approfondimenti di laboratorio; ma si specifica sul punto, che il Casillo Gianluigi non ha ingerito alcuna sostanza stupefacente, tenuto conto che quando è stato trasportato al Pronto Soccorso di Boscotrecase per le cure mediche a seguito del sinistro, il personale sanitario non ha riscontrato alcun sintomo tipico dell’ingerimento di sostanze stupefacenti. Tanto si rappresenta per amore di cronaca».

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