Alex Pochynok chef del “Roji” di Nola: autore della fusion nipponica più apprezzata in Campania


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Reinterpretare i piatti della cucina giapponese, cibi complessi, ricchi di storia e tradizione non è facile. Quando si trova una chiave di innovazione, senza perdita della tradizione siamo di fronte alla cucina che diventa arte ed in questo caso ad un’artista della gastronomia: Alex Pochynok. Il ventinovenne, nato a Sokal, attuale chef del Roji japan fusion, a Nola, inizia le sue esperienze culinaria a Mosca, dove apprende tutti i segreti della cucina moscovita nei suoi principali piatti come le zuppe Supsik e Borsc, gli abbinamenti con la vodka, l’arte e la delicatezza degli Zakuski, antipasti freddi, fatti con caviale nero e rosso, serviti su pane nero con burro oppure sopra delle crepe lievitate chiamate Bliny.



Successivamente arriva in Italia dove diviene allievo di Iagnatio Ito, apprendendo presto la magnificenza e la precisone dell’arte culinaria nipponica. Sebbene l’ottima preparazione ricevuta e l’alto livello raggiunto, lo chef decide di continuare i suoi studi, nasce così l’interesse verso la cucina campana e i meravigliosi prodotti del nostro territorio. A incidere a tal proposito è stata la sua esperienza presso la cucina napoletana di Ciro a Santa Brigida. Punto di forza dei piatti di Pochynok è, infatti, il connubio perfetto che viene a crearsi tra il mondo della tradizione campana e quello Nipponico, attraverso l’utilizzo di elementi come il tarallo sbriciolato, la fresella e il pomodoro di San Marzano, in modo da rendere i piatti di Alex più appetibili anche ai palati poco avvezzi alla cucina giapponese.

Molti sono i viaggi dello chef in Oriente per tenersi sempre aggiornato anche sullo street food giapponese, non meno importanti sono le influenze che il collega chef Franzese, ha avuto su di lui avviandolo alla cucina gourmet e alla novelle cucine. Le origini ucraine dello chef hanno sicuramente avuto un’importanza, in quanto da sempre l’Ucraina è un paese attraversato da correnti asiatiche ma Alex ha sviluppato una maturità gastronomica ed uno stile del tutto personale. Le reinterpretazioni di Pochynok sono davvero molte, più di 30 nel menu del Roji, tutte oltremodo buone e originali come le rivisitazioni degli Usuzukuri nipponici, i piatti a bassa temperatura, i piatti peruviani o i crudi eccezionalmente reinventati senza ledere alla delicatezza della materia stessa.

Sicuramente tra le tante specialità annoveriamo un piatto che è sulla bocca di tutti gli amanti del settore, l’Hirata Ban: un pane di soia fermentato arricchito con ingredienti (lo chef-artista non ci ha voluto svelare quali) che vale davvero la pena di assaggiare, proprio senza eguali! L’oculata scelta delle materie prime, la valorizzazione dei prodotti mediterranei e gli abbinamenti con prodotti di stagione danno vita a sapori delicati e bilanciati, mai invasivi che si uniscono senza sovrapporsi in un caleidoscopio gastronomico. Non possiamo dimenticare la maestria che Alex dimostra in ogni ambito della cucina, compresa la pasticceria, dolci il cui gusto esplode sul palato, come il sorbetto di mela annurca e crumble all’olio d’oliva, ultimo step di un percorso gastronomico senza pari.

Infine voglio fare delle considerazioni personali, parlando con lo chef mi ha davvero colpita la sua grande maturità non solo professionale ma anche personale, sebbene la giovane età. Mi ha spiegato come nel suo lavoro è importante non fermarsi mai e continuare sempre ad innovarsi, che il cambiamento non è solo necessario ma inevitabile. Alla domanda cosa pensi del tuo lavoro ad oggi, mi ha sorpreso dicendomi: «Per me non è solo un lavoro ma un divertimento, una passione». Mi ha spiegato con cura i suoi piatti, è inimmaginabile il lavoro che c’è dietro ma è assolutamente evidente nel risultato. Dal panino con maialino in agrodolce e salsa di soia, passando per la pasta marinata con soia e miso, senza dimenticare la frittatina di pasta con genovese, kobe, pecorino e rucola, posso dire di non aver mai assaggiato nulla di simile e di più buono. Una menzione va fatta anche allo staff da cui Alex è coadiuvato, personale di sala, sommelier e cuochi tutti preparati la cui professionalità rende oggi il Roji uno dei ristoranti più famosi e conosciuti del settore.

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