Grazie ad un congegno elettronico che avevano nascosto nelle loro auto, il jammer, inibivano la chiusura delle porte delle altre autovetture, per poi rubare indisturbati oggetti di valore e denaro dopo che il proprietario si era allontanato. Per questo motivo due uomini, originari di San Giuseppe Vesuviano, sono stati arrestati dalla polizia autostradale di Trento su mandato della Procura della Repubblica del Tribunale di Verona.

L’indagine è iniziata lo scorso anno dopo la denuncia di un automobilista in viaggio sull’autostrada del Brennero. L’uomo, che si era fermato per una breve sosta sull’area di servizio Adige Ovest, era stato derubato di alcuni oggetti custoditi all’interno della propria auto, che però non presentava danni apparenti. Analoghi episodi si sono poi verificati nei mesi successivi, sempre presso le aree di servizio della tratta autostradale dell’A22. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i malviventi potevano agire indisturbati, certi che non solo non sarebbe scattato alcun allarme, ma anche che la loro azione non avrebbero destato alcun sospetto.

Al termine delle indagini sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei due uomini sangiuseppesi, una eseguita a luglio e la seconda martedì 12 settembre, quando il secondo malvivente si è costituito in carcere. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate le due autovetture utilizzate per la commissione dei furti che celavano all’interno delle portiere il congegno elettronico denominato jammer.