“Si vis pacem para bellum”, dicevano i nostri padri latini. Se vuoi la pace prepara la guerra. Nel caso della problematica allagamenti a Striano, sarebbe il caso di affrontare di petto la questione con la stagione estiva, ormai archiviata, e non ora che quella delle piogge è imminente. Ma il sindaco Aristide Rendina inoltra l’ennesimo – chissà se inutile – appello in Regione, indirizzato al governatore Vincenzo De Luca e all’assessore all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, perché il problema allagamenti a Striano, ha ormai assunto connotati preoccupanti e indifferibili per la popolazione.

Poche gocce di pioggia e il paese va in tilt come è accaduto già due volte in questo mese: strade allagate, impraticabili, sottoscala, scantinati, cortili invasi da acque putride e liquami. Rischi seri per la viabilità, l’incolumità delle persone, disagi gravi per le attività commerciali e danni per la salute pubblica. Ma nulla sinora è stato fatto da quel famoso super-consiglio comunale dello scorso anno a Striano che aveva coinvolto anche gli altri comuni del basso vesuviano (Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano e Palma Campania in primis) a stilare un documento comune per cercare una risoluzione condivisa alla problematica allagamenti.

Ma alla fine niente rete fognaria completata, niente dragaggio del Fiume Sarno, niente riapertura del Canale Conte e soprattutto nessuna bonifica delle Vasche Pianillo e Fornillo, che puntualmente rovesciano i loro liquami in territorio strianese. La Regione finora ha fatto spallucce, mentre i cittadini di Striano sono spazientiti ed esasperati. E i prossimi allagamenti potrebbero creare seri problemi di ordine pubblico, oltre che sanitari.