Fiore Prisco, il pilota più giovane di quelli presenti al CIV, si racconta e racconta questa prima parte di stagione nel suo anno di esordio al Campionato Italiano Velocità classe Premoto3 250 4 tempi, che l’ha visto salire per la prima volta sul podio a Misano, oltre a dover affrontare momenti difficili, come il cambio di Team in corsa per colpe non sue. Ecco le parole del giovane pilota di San Giuseppe Vesuviano.

Hai 12 anni e sei il pilota più giovane in assoluto all’ELF CIV. Come e da dove nasce questa tua passione per le due ruote? 

«Fin da piccolo, guardavo le gare in TV e mi sono innamorato. Così, mi hanno comprato una minimoto ed ho iniziato a girare da solo. Poi, dopo 2/3 mesi, io e papà abbiamo iniziato a cercare una scuola per piloti e così ho cominciato con una preminigp 50 e piano piano sono cresciuto».

Dopo i primi anni, quale è stato il percorso che ti ha portato fin qui? In che categorie hai partecipato per coronare questo primo sogno di correre con la PreMoto3?

«Nel 2016 ho corso nella minigp, ma è stato un anno travagliato. A fine campionato siamo stati presenti al Mugello per accordarci con il Team, con il quale poi abbiamo fatto alcuni test a Magione, prima di essere scelti. Ci siamo preparati con un po’ di test a Latina, poi la gara a Magione dove ho fatto secondo ed infine il CIV, per le mie prime gare. Un’emozione incredibile».

Dopo un inizio in sella alla SpeedUp, sei passato in sella alla Beon del Kuja Racing. Come si vive una situazione così all’interno di una stagione? E come ti sei trovato con la nuova squadra?

«Ero preoccupato, perchè mi ero abituato ad un’altra moto e avevo paura di faticare tanto a prendere confidenza, oltre ad andare in un Team che non conoscevo, quindi con il dubbio su come mi sarei trovato. Però ero sereno, perchè ero sicuro che mio padre avrebbe subito risolto tutto ed alla fine è stato così, mi sono subito trovato bene sia con la moto che con la squadra, più organizzata della precedente».

Hai potuto per il momento soltanto “assaggiare” il potenziale della Beon, la tua moto dei sogni tra le premoto3. In quali aspetti la senti una moto migliore rispetto alle altre? 

«Con la nuova moto mi trovo molto bene, va molto più forte nel dritto e mi dà molta più fiducia in staccata, due aspetti importantissimi. In più, mi è sembrata molto a posto anche di ciclistica, quindi le prime impressioni sono state confermate, per fortuna».

Come stai passando l’estate e la pausa tra Misano e la prossima gara del Mugello? Qualche allenamento speciale in questo periodo? 

«Ho fatto 3 giorni di vacanza, poi subito allenamento fisico ed in pista. Ho fatto flat track, per le prime volte, ed in palestra mi sto allenando con una simulazione di una pista del motomondiale, salendo su una palla con un display di fronte, dovendo muovermi in base alle curve, permettendomi di sviluppare forza nelle braccia e nelle gambe. Poi ho girato a Latina, col mio nuovo 450, e di nuovo flat track a Grosseto, mentre il 24 di agosto gas al Mugello».

Quale era all’inizio dell’anno e quale è adesso il tuo obiettivo in questa stagione di esordio? E che sensazioni hai provato sul podio a Misano, il tuo primo al CIV? 

«All’inizio dell’anno avrei detto arrivare nei primi 5 del campionato e speravo di vincere almeno una gara ma adesso è dura, soprattutto con i problemi che ho avuto al Mugello, quando poi ho cambiato Team. Da Misano è iniziata una nuova stagione per me e vediamo cosa si può fare sperando di riuscire a ripetere il mio primo podio, a Misano, un’emozione unica, è stato bellissimo, perché non me l’aspettavo. Negli ultimi giri avevo paura di sbagliare, c’erano ancora punti bagnati, è stata una liberazione arrivare e festeggiare».

Fai una vita, come tutti i piloti, che molti sognerebbero di fare, allenandoti, correndo, divertendoti con le moto. C’è qualche persona in particolare che vuoi ringraziare per questo tuo percorso?

«Tutti i miei sponsor tecnici, da Arai che mi fornisce il casco, alla Rewin per la tuta, ma soprattutto le persone che credono ed hanno creduto in me, mio padre che mi segue sempre dappertutto, mio nonno e mia nonna».

Siete sempre di più in Campania, la tua regione, a correre in moto. C’è qualche pilota con cui ti trovi bene e che magari dispensa qualche consiglio utile per la tua carriera?

«Sicuramente Alfonso Coppola, ci alleniamo sempre insieme ed è sempre molto disponibile nei miei confronti, mi dà consigli su come affrontare le gare, sulle traiettorie migliori da percorrere in pista e li trovo molto utili, perché mi permettono di migliorare molto».

Passiamo ai sogni, per terminare questa intervista. Come e dove ti vedi tra 5 anni (a 17, ndr)? E tra 10? 

«Beh, è ancora lunga, ma tra 5 anni vorrei vedermi nel Mondiale Moto3 e questo non è un sogno, ma un obiettivo, potessi scegliere vorrei lo SKY Racing Team VR46, perchè la KTM mi piace molto e sono un ottimo team. Mentre tra 10, il sogno sarebbe correre in MotoGP in sella alla Yamaha, contro il mio idolo Maverick Vinales… sarebbe fantastico».