La figlia di Ammaturo: «Mio padre ucciso dal patto tra le Br e la camorra di Cutolo»


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La morte dell’ex assessore regionale, Ciro Cirillo, ha risollevato polveroni mai chiariti e ormai vecchi di 35 anni. Così Repubblica Napoli ha intervistato Graziella Ammaturo, figlia di Antonio, il capo della squadra mobile ucciso nel 1982. Un omicidio compiuto materialmente dalle Brigate Rosse, ma cui aleggia da sempre lo spettro della camorra di Raffaele Cutolo ed i riferimenti proprio al rapimento Cirillo.



Nel corso dell’intervista rilasciata a Dario Del Porto, infatti, Graziella Ammaturo spiega: «Dal rapimento Cirillo è partito tutto. Non lo diciamo noi, lo ha spiegato il giudice Carlo Alemi. Dopo il rapimento ci fu una trattativa e fu stretto un patto scellerato. Per il delitto sono stati condannati, come esecutori materiali, militanti delle Brigate Rosse. Ma mio padre non si era mai occupato delle Br, bensì quasi esclusivamente di camorra. Aveva arrestato il figlio di Raffaele Cutolo, era stato uno dei primi a violare il famigerato castello di Ottaviano».

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