Il killer di Cutolo “pentito” e riarrestato, ecco le intercettazioni choc di Pignataro: «A quello lo sotterro»


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Nonostante avesse più volte detto di essere pentito, soprattutto dell’omicidio in cui rimase uccisa la piccola Simonetta Lamberti, Antonio Pignataro continuava, secondo i magistrati, a delinquere. Non solo il procedimento di compravendita dei voti a Nocera Inferiore, ma anche altri episodi intercettati durante le indagini. In un caso il figlio venne picchiato allo stadio da un ucraino e Pignataro andò su tutte le furie: «Il figlio del leader carismatico di camorra sul territorio è intoccabile da ogni aggressione da chiunque portata e la sua reazione incarna una giustizia sommaria praticata da se senza ricorrere all’apparato dello Stato», scrivono i magistrati.



In una successiva intercettazione il killer della Nco di Raffaele Cutolo ha un unico intento, quello di punire quello sgarro con la morte: «Passa da Pasquale – dice Pignataro – scendi con la pistola giù! Perché se vengo io ti faccio vedere, io nel novanta quanto ero… hanno ucciso un mio amico, no? Io andai sopra alla tomba di questo dissi io li uccido a tutti quanti, stiamo parlando di un mio amico… dei figli miei, io li macino hai capito? Mo chiunque affianco a questi io li macino o sennò mi devono uccidere… lo sotterro». Il padre rimprovererà anche lo stesso figlio: «Quelli ti hanno infumato… si fanno forti per il cognome che tieni… ne scemo che sei… la gente finora non ti ha atterrato perché sei ancora Pignataro, devi ringraziare a tuo padre… che figura mi fai fare».

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