Il killer di Cutolo libero di comprare voti: arrestato insieme ad altre 3 persone


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L’interessamento per un cambio di destinazione urbanistica di un fondo. E ancora minacce nei confronti di un candidato che si era rifiutato di accettare il servizio di attacchinaggio svolto nel corso dell’ultime elezioni amministrative del giugno scorso. Ma anche l’ipotesi di pagamento a elettori corrotti per sostenere un candidato in consiglio. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta che all’alba di ieri ha portato a Nocera Inferiore all’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare mentre altre venti persone sono indagate.



Una vicenda che ha scosso profondamente Nocera Inferiore, uno dei comuni più grandi dell’Agro. Le misure sono state emesse dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Centrale, secondo gli investigatori, il ruolo avuto nella vicenda da Antonio Pignataro, storico affiliato alla Nco di Raffaele Cutolo, passato poi con la Nuova Famiglia. Pignataro è stato condannato per l’omicidio, avvenuto a Cava de’ Tirreni nel 1982, di Simonetta Lamberti (figlia dell’allora procuratore di Sala Consilina, Alfonso). Nel 2015 a Pignataro è stato concesso di espiare la pena ai domiciliari per gravi motivi di salute ma una volta a Nocera Inferiore, secondo gli investigatori, ha iniziato a rivendicare il proprio carisma criminale ma anche ad assicurarsi rapporti di natura politica al fine di garantirsi tornaconti personali.

I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere di stampo camorristico, scambio elettorale politico mafioso, corruzione elettorale nonché estorsione e violenza privata. L’indagine di oggi è la prosecuzione dell’inchiesta “Un’altra storia”, culminata nel dicembre scorso e condotta contro tre gruppi criminali operanti nel territorio dell’agro nocerino sarnese.

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