Home Notizie Top Ten: i 10 omicidi più efferati dell’area vesuviana SFOGLIA LA CLASSIFICA

Top Ten: i 10 omicidi più efferati dell’area vesuviana SFOGLIA LA CLASSIFICA

Ci sono avvenimenti che non è facile dimenticare, poiché macchiati dal sangue degli innocenti. Vite spezzate di uomini e donne uccisi in maniera efferata. Che sia per gelosia piuttosto che per una violenta lite, ogni crimine ha il suo macabro risvolto.

Anche quando la legge fa il suo corso ci sono degli omicidi così crudeli che non godono di giustizia. Qui di seguito 10 delitti che hanno segnato irrimediabilmente il vesuviano, quelli che per noi sono “gli indimenticabili”.

[nextpage title=”Cinese ucciso con un coltellaccio (Terzigno)”]

In un ristorante cinese a Terzigno il 26 giugno del 2010, a seguito di una rissa, un cittadino cinese rimase ucciso ed un altro rimase gravemente ferito. Nel corso dell’interrogatorio, l’uomo catturato dai carabinieri, ammetteva le proprie responsabilità, di essere l’autore dell’omicidio affermando di aver prelevato un grosso coltello dalla cucina del ristorante e di aver colpito il connazionale nel corso della violenta discussione.

[nextpage title=”Lite per la viabilità: muore un 28enne (San Giuseppe Vesuviano)”]

Giuseppe Pizza, giovane di 28 anni muore ucciso da 7 coltellate, i responsabili sono alcuni minorenni che dopo aver fumato e bevuto hanno dato il via alla rissa mortale. L’omicidio è avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 ottobre del 2010 in via Croce Rossa, a San Giuseppe Vesuviano.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Pizza fu vittima di una lite scaturita per motivi di viabilità. Sull’auto del giovane, un Mercedes Classe A ferma sul ciglio della strada, i militari avevano infatti notato alcuni danni alla carrozzeria dovuti alle conseguenze di un incidente stradale.

[nextpage title=”Prostituta soffocata e sgozzata in un campo (Striano)”]

La sera di San Silvestro di due anni una donna romena che faceva la prostituta venne uccisa. La donna, secondo quanto appreso, sarebbe stata prima soffocata e poi sgozzata con un grosso coltello. Roxana, residente a Striano, venne ritrovata riversa con la faccia nel terreno e con pantaloni e biancheria intima abbassati in un campo alla periferia di Salerno.

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Sul suo corpo non sono state rilevate tracce di violenza sessuale: probabilmente la 34enne aveva appena consumato un rapporto, forse litigando con gli avventori, o più semplicemente è stata colta di sorpresa mentre si apprestava ad espletare un bisogno fisiologico.

[nextpage title=”Uccide la moglie fracassandole il cranio (Ottaviano)”]

Mario Parente, un uomo di 35 anni il 4 novembre 2016 uccide la convivente dopo un litigio. I fatti si svolgono a San Gennarello di Ottaviano. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, dopo una discussione Parente avrebbe spinto la donna ucraina che, cadendo, ha battuto violentemente la testa. L’uomo aveva precedenti per reati contro la persona.

[nextpage title=”Sventa la rapina, ucraino ucciso nel supermarket davanti alla figlia (Castello di Cisterna)”]

Castello di Cisterna, muore da eroe Anatoly Korol, ucraino di 37 anni. Era con sua figlia di un anno e mezzo nel carrello della spesa. Non ha esitato a mettere in sicurezza la piccola e ad affrontare due banditi che avevano preso di mira il supermercato Piccolo. Era riuscito a bloccarne uno, ma il complice non ha esitato a fare fuoco colpendolo a morte.

[nextpage title=”Ucciso sulla Statale 268 dai carabinieri-killer (Ottaviano)”]

È il 25 marzo 2015, due ex carabinieri avevano tentato una rapina al supermercato della catena “Eté” di Ottaviano. Ma mentre erano ancora all’interno del supermercato un dipendente aveva attivato l’allarme, facendo arrivare sul posto una pattuglia dell’Arma.

Nichetto e Vitale si erano dati alla fuga sulla Statale 268, inseguiti a da alcuni dipendenti del supermercato che li avevano speronati. Dopo l’incidente i due ormai ex carabinieri avevano perso la testa, uno dei due aveva sparato ferendo a morte Pasquale Prisco, il 28enne figlio del titolare del negozio.

[nextpage title=”Uxoricidio di Melania Rea (Somma Vesuviana)”]

La donna è morta nell’aprile del 2011, dopo un’agonia durata alcune decine di minuti, per anemia emorragica acuta conseguente alle numerose ferite inferte: 29 ferite da punta e taglio e 6 ferite da taglio. Melania è stata accoltellata dappertutto, in viso, sul torace, sull’addome, sulle braccia. Il cadavere presentava anche delle “ferite figurate” (una “croce di Sant’Andrea”, una “svastica”, una “grata a grosse maglie”).

Si scoprirà in seguito che queste ferite sono state inferte al corpo di Melania successivamente alla sua morte, dal marito e caporal maggiore Salvatore Parolisi con l’evidente intento di depistare le indagini, facendo credere che l’omicidio possa essere opera di qualche setta satanica.

[nextpage title=”Il femminicidio di Enza Avino (Terzigno)”]

Enza Avino fu uccisa a colpi di pistola nel settembre del 2015, perché aveva posto fine alla relazione con Nunzio Annunziata; l’uomo, dopo averle sparato contro, la trascinò per strada con l’auto, poi le rubò addirittura la borsa prima di scappare via. Il giorno dopo fu arrestato dai carabinieri e confessò l’atroce delitto.

Le polemiche si scatenarono sin da subito: Enza da anni denunciava le persecuzioni del suo ex che però era ancora libero. In più occasioni, l’uomo aveva tentato di fare del male alla donna, in alcuni casi anche minacciandola. Un precedente arresto era stato poi reso nullo dal giudice.

[nextpage title=”Omicidio Tafuro-Liguori (Somma Vesuviana e Saviano)”]

Eugenio D’Atri, secondo quanto ricostruito, avrebbe ucciso o fatto uccidere brutalmente due ragazzi, Francesco Tafuro e Domenico Liguori, nell’aprile del 2017, per un debito di gioco di circa 25mila euro che non aveva intenzione di saldare.

Denaro che poi sarebbero stati costretti a sborsare i due gestori della sala scommesse di via San Sossio a Saviano. I due ragazzi vennero attirato in una trappola e furono ammazzati con una scarica di pallottole.

[nextpage title=”Uccide la moglie a colpi di forbice (Palma Campania)”]

Giancarlo Giannini, 36enne di Palma Campania, nella notte tra l’1 ed il 2 luglio del 2012, uccise, nella loro abitazione, a colpi di forbice, la moglie Alessandra, di 26 anni, spinto dalla sua profonda gelosia per la donna.

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