Home Cronaca Mutilato sotto al macchinario dell’alluminio: riattaccate le mani all’operaio vesuviano

Mutilato sotto al macchinario dell’alluminio: riattaccate le mani all’operaio vesuviano

L’incidente è avvenuto a Scafati, in provincia di Salerno. Un operaio di 38 anni residente a Torre Annunziata si è tranciato entrambe le mani mentre lavorava una lastra d’alluminio. Il macchinario si è inceppato e per sbloccare l’ingranaggio l’uomo ha prima messo la mano destra, che è stata schiacciata e strappata, e poi nel disperato tentativo di liberarsi, si è strappato anche la sinistra inserendola d’istinto nel macchinario.

Il “miracolo” del recupero è stato fatto all’ospedale Pellegrini con un intervento durato oltre dieci ore. Due le equipe approntate. Sono stati richiamati in servizio, ed hanno tutti risposto all’appello, anche medici in ferie come Leopoldo Caruso che lavora nell’unità Chirurgia della Mano diretta dal primario, Passaretti. «I team si sono formati sull’onda dell’emozione e sulla volontà di aiutare quest’uomo – ha confermato Caruso e con lui, al tavolo operatorio in alternanza per ruolo Vanni Caruso, Fonzone Di Geronimo, lo strumentista Marco Passaro, i medici vascolari Smeraglia e Soldato, l’ortopedico Mallano, e tanti altri che hanno contribuito a salvare le mani all’operaio – L’intervento non era mai stato fatto prima. Penso sia stato davvero il primo intervento fatto in contemporanea su due mani».

L’operazione, cominciata alle 12 e durata fino alle 23,30, è stata lunga e complessa soprattutto per la caratteristica dell’incidente. «Anche se le mani sono state conservate abbastanza bene, non vicino al ghiaccio e in soluzione fisiologica – ha sottolineato il dottor Caruso – c’è stato il problema dello strappamento che non consente un’operazione facile».

La riuscita dell’intervento, seppure tecnicamente è andato tutto bene, si saprà soltanto fra qualche giorno quando si potrà appurare la vascolarizzazione delle mani. Nel frattempo un successo già il Pellegrini lo ha ottenuto: in un momento di gravissima carenza di organico i medici sono riusciti non solo a dare il meglio di loro stessi ma a compattarsi per ritrovarsi in sala operatoria. «Sì è stato davvero un momento di alta medicina. Formare le equipe è stato difficile ma questo dimostra che chiamati rispondiamo immediatamente» ha concluso Caruso.

Posting....
Exit mobile version