Gatti arsi vivi per incendiare il Vesuvio, il generale: «Fatti che non possiamo confermare»


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«Non è un’autocombustione, dietro gli incendi sul Vesuvio c’è la mano di una o più persone». Lo conferma Sergio Costa, comandante regionale dei carabinieri forestali, parlando a margine di una riunione operativa a Ottaviano sui roghi che stanno interessando il Vesuvio.



Al vertice è presente anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. «Verificheremo – aggiunge – se i piromani o il piromane avevano in mente di creare un danno ambientale o se è stata un’imprudenza». Il generale dei carabinieri parlato sull’uso di animali vivi per far estendere l’incendio: «Non posso escludere questa cosa ma sicuramente al momento non posso confermarla, non è agli atti». Per il momento non c’è neanche il rischio «che si raggiungano i rifiuti. Abbiamo scongiurato quest’ipotesi – sottolinea – con presidi forti perché si creerebbe un pericoloso danno nel danno».

In sostanza il generale Costa ha chiarito che le carcasse trovate potrebbero essere animali rimasti bruciati e morti a causa delle fiamme, e che al momento non ci sono prove che si tratti di “esche” per azionare i roghi. A lanciare la notizia dei gatti arsi vivi era stata per prima Legambiente Campania.

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